Quando la cicogna arriva con la sirena

10 05 2008

Forse, nel darle il nome, mamma e papà terranno conto del caratterino che ha dimostrato già nel venire alla luce. Lei, la piccola, non ha lasciato loro nemmeno il tempo di arrivare in ospedale. Così, ieri mattina (l’8 maggio 2008), in un appartamento di via Ghizolfo a Rapallo è andato in scena il parto di una volta,  quello fatto in casa. Ad assistere la mamma, Tharsini Jeganathan, 34 anni, originaria dello Sri Lanka ma residente a Rapallo c’era il papà della piccina, il signor Markandu. Sono quasi le 9 quando la neonata fa già vedere la sua testolina: il marito di Tharsini chiama i soccorsi, il medico del 118 Rinaldo Vaccari, con l’infermiere Giuseppe Vallelunga e i militi dei Volontari del Soccorso di Sant’Anna arrivano rapidamente in via Ghizolfo. Ma la piccola ha fretta di venire alla luce. «È stata un’emozione fortissima spiega Giuseppe Pilloni, 29 anni, uno dei militi dei Volontari del Soccorso di Sant’Anna intervenuti – non mi era mai capitato di fare un soccorso del genere. Non sappiamo il nome della piccola: la mamma e il papà sono dello Sri Lanka e ci hanno spiegato che la tradizione è quella di aspettare quando fa la Luna per dare il nome al neonato». All’ospedale di Lavagna, dove mamma e piccola sono stati trasportati, il dottore Maurizio Ivaldi ieri ha confermato che le due godono di buona salute e ha rimarcato l’ottimo lavoro del medico del 118 e dell’infermiere: «È stato un parto naturale in casa non per scelta, ma comunque sia mamma che bambina stanno bene e ci sono tutti i presupposti perché in tre o quattro giorni possano tornare a casa».

Silvia Pedemonte da Il Secolo XIX del 09 maggio 2008.

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3 responses

10 05 2008
Marino

Che bella cosa!!!

E una bimba con genitori dello Sri Lanka, oramai la ns Pubblica Assistenza ha un cordone ombellicale con quella terra che non si può recidere…

11 05 2008
Luca

E’ vero, lo avevo notato anch’io.
La prossima luna sarà il 20 Maggio, chissà se riusciremo a conoscere il nome di questa bimba per adottarne l’impetuosa voglia di vivere e ritrasmetterla ai suoi connazionali d’origine, laggiù a Vaddukoddai.
Sarebbe una bella storia da raccontare a Phreba e ai suoi, non pensi?

11 05 2008
Marino

Sì, e speriamo che la situazione lì migliori in modo che qualcuno di noi possa farlo di persona…

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