Quando il frutto è più grande dell’albero

6 04 2007

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Ci sono delle leggi di natura che appaiono inconfutabili per antonomasia, al punto di essere diventate dei veri e propri modi di dire. Del tipo: pesce grosso mangia pesce piccolo; da un albero di pere non nasceranno mai delle mele; nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma e, durante la trasformazione, qualcosa si perde sempre, ecc, ecc. Vabbè, queste considerazioni strampalate servono solo per rendere plausibile la reazione dei più quando, a sentirsi dire che esistono alberi capaci di generare frutti molto, ma molto più grandi di loro, grideranno senz’altro all’eresia scientifica: “Non è possibile che una pianta produca qualcosa immensamente più grande di lei!”. E invece sì. E succede proprio qui, nelle nostre città, una volta all’anno, durante il periodo pasquale. Succede perché arrivano i bonsai dell’Anlaids. Ogni anno noi li distribuiamo nelle piazze in cambio di un’offerta che, credetemi, darà frutti di un valore incommensurabilmente più grande dell’alberello da cui provengono.

Quelli dell’Anlaids sono dei ragazzi un tantino speciali pure loro (un po’ come quelli dell’A.B.E.O., ricordate?). La loro associazione si occupa di tutto ciò che riguarda, e che contorna, la Sindrome di ImmunoDeficienza Acquisita (l’AIDS, per chi ha la fortuna di non saperne nulla). Loro pensano a finanziare la ricerca; a sostenere, materialmente e psicologicamente, chi è affetto dalla malattia (soprattutto nella fase iniziale che può essere demolente  se affrontata nei modi sbagliati); ad informare e diffondere la cultura della prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile; a formare i volontari e gli operatori socio sanitari per trattare l’argomento con la  delicatezza e la competenza che richiede; a trovare case-alloggio per le persone malate e molto altro ancora. L’Associazione Nazionale per la Lotta all’A.I.D.S è, e fa, tutto ciò. Noi, per loro, oltre che ammirarne l’efficienza, distribuiamo i Bonsai “contro natura”, quelli dai cui frutti scaturisce tutto questo. E’ impensabile che da un alberello così piccolo possano uscire frutti così grandi, nevvero? E allora sentite questa: ciò che la scienza non può spiegare si chiama “miracolo”, e i miracoli non esistono semplicemente perché nessuno ci crede. Vogliamo cominciare a crederci un po’ e vedere che succede? Vi aspettiamo sul lungomare di Rapallo Venerdì, Sabato e Domenica di Pasqua (e forse anche Lunedì). Oppure in sede, da noi, quando vi viene più comodo. Se, invece, volete andare a conoscere meglio i “ragazzi” dell’Anlaids, cliccate pure qui sotto. E buona Pasqua a tutti. 

http://www.anlaids.it/page/standard/site.php

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One response

22 03 2008
Tornano i bonsai dell’ANLAIDS « .:Volontari Rapallo

[…] delle persone colpite da questa malattia. Ne avevamo parlato a lungo l’anno scorso (vedi post) del paradosso di una piantina così piccola (e così bella: quella che compare nella foto è la […]

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