5 X 1000 Una lettera da firmare subito

21 08 2007

 

alziamo_il_tetto_bottone_120x60.gifOn. Romano Prodi

Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi – Piazza Colonna 370

00187 Roma

Onorevole Prof. Tommaso Padoa Schioppa
Ministro per l’Economia e la Finanza
Via XX Settembre, 97
00187 ROMA

e p. c.

Onorevole dott. Enrico Letta

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Palazzo Chigi – Piazza Colonna

00187 Roma

 

Signor Presidente,

Signor Ministro,

con questa lettera riteniamo utile meglio motivare la richiesta di alzare il tetto, fissato dal comma 1237 della Finanziaria 2007 e relativo al 5 per mille, recentemente inviata da tante organizzazioni non profit e cittadini al Ministro per l’Economia.

Secondo le indicazioni fornite in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate, in occasione della denuncia dei redditi 2006 oltre 15.800.000 cittadini hanno scelto di devolvere in favore di enti con finalita’ non profit, nei diversi settori nei quali operano, il 5 per mille del proprio gettito fiscale, secondo il disposto della Legge Finanziaria 2006, al comma 337.

In altri termini, gia’ al primo anno, 6 contribuenti su 10 hanno aderito a questa possibilita’, dando una prova estremamente concreta di partecipazione, responsabilita’, democrazia.

Questo fatto, assolutamente eccezionale per il nostro Paese, dimostra in modo inequivocabile quanto i cittadini italiani siano sensibili all’impegno di contribuire in maniera sostanziale alle multiformi esigenze della solidarieta’ sociale, e quanta fiducia essi ripongano nelle diverse organizzazioni, piccole o grandi, che quotidianamente contribuiscono al miglioramento della nostra convivenza civile. Riscoprendo, crediamo, anche attraverso un gesto di concreta e chiara sussidiarieta’ fiscale il senso della comune partecipazione all’edificazione dello Stato.

Questo fatto ci da’ anche titolo per esprimere nella maniera piu’ ferma la nostra contrarieta’ a che, per le devoluzioni della quota del 5 per mille delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi 2007, venga predefinito un ‘tetto’ di 250 milioni di euro, cosi’ come stabilito dalla Legge Finanziaria 2007, al comma 1237.

Riteniamo che ricorrano infatti elementi significativi a giustificare, anche costituzionalmente, la rimozione di questo tetto:

– sulla base della raccolta 2006, e’ legittimo credere che, con l’apposizione del tetto, la devoluzione effettiva sara’ commisurata attorno al 3 per mille del gettito, in evidente contrasto con l’impegno assunto nei confronti del contribuente, oltre che con grave pregiudizio dei contributi alle organizzazioni destinatarie;

– la modulistica predisposta dalla Agenzia delle Entrare per la raccolta del 5 per mille non fa alcun riferimento alla apposizione del limite, configurando con cio’ una palese mancanza di trasparenza;

– non e’ stabilito alcun limite per le raccolte originate dalla devoluzione dell’8 per mille, a favore delle confessioni religiose, e anzi in questo caso – in cui scelgono solo 4 cittadini su 10 – anche i cittadini che non danno alcuna indicazione partecipano al conseguimento della somma complessiva; con ciò si prefigura una evidente disparità di trattamento tra i cittadini.

Pertanto, chiediamo formalmente la rimozione del tetto di 250 milioni di euro alla devoluzione del 5 per mille, come previsto dal comma 1237 della Legge Finanziaria 2007. Chiediamo inoltre che, la norma del 5 per mille diventi contenuto stabile nella nostra legislazione e per la sua copertura nella stesura della Legge Finanziaria per il 2008 non vengano previsti tetti.

Con la sincera convinzione che il nostro appello non restera’ inascoltato, porgiamo i migliori ossequi.

La preghiamo infine di prendere visione di quanti cittadini hanno finora aderito alla campagna:

 

http://www.alziamoiltetto.it

 

Per apporre la vostra firma, sia che voi siate una persona o un’associazione, cliccate sul link rosso qua sopra, oppure sul quadrato blu della petizione, in alto a destra. Grazie.

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7 responses

21 08 2007
Luca

Lo so che prima o poi tornerete…
Quello che non so è dove caspita siete finiti tutti, magari in qualche località esotica per le ferie, oppure chiusi in casa con le tende tirate, senza luce e col telefono staccato (e quindi senza intenet), per godervi in pace i sacrosanti giorni di riposo, lontano da tutti e da tutto, chissà, davvero non lo so, ma sta di fatto che è quasi un mese che, su questo blog, praticamente “me le suono e me le canto”, nel senso che scrivo esclusivamente per me stesso (e qualche volta, come questa, mi commento anche! Ma non ditelo a nessuno che forse è meglio). Non che questo sia un problema, per carità qui non esistono obblighi, però ci sono cose che se fatte da soli non servono quasi a niente. E quella di cui parla questo post, per esempio, è una di esse. Comunque…
Comunque adesso, questo post, lo lascio un po’ “invecchiare” come primo della lista, cioè senza aggiungere nulla di nuovo, in modo che, quando tornerete, non potrete fare a meno di leggerlo subito e, ne sono certo, di aderire all’iniziativa (per farlo è davvero molto semplice: basta cliccare sul link http://www.alziamoiltetto.it e compilare i form con i propri dati. Tutto qui. Credo che non ci siano scuse per non farlo).

Perchè tanto lo so che tornerete, prima o poi tornerete…

Per il momento, ovunque voi siate, buona vacanza.

22 08 2007
cristiano

Fatto!

23 08 2007
Luca

Grazie Cri, sempre presente.
Comunque stavo riflettendo su questa faccenda del “tetto” e, se devo essere sincero, non è che mi induca a pensare troppo bene. Che senso ha, parlo nell’ottica solidale dell’iniziativa in sè (il 5X1000), che senso ha porre un limite alle devoluzioni? Voglio dire, chi decide di destinare parte del suo prelievo fiscale alle associazioni come la nostra, perchè, ad un certo punto, dovrebbe essere fermato o quanto meno limitato? Qual’è l’intento del legislatore?
Ripeto, non ci vedo nulla di buono anche perché la cosa, così com’è stata impostata, ha (a parer mio) un ché di “subdolo” che non mi piace niente e che vorrei cercare di spiegare: praticamente, in sede di dichiarazione dei redditi 2007 (cioè l’anno prossimo) potremo decidere, come abbiamo fatto quest’anno, di destinare il cinque per mille delle nostre imposte alle Onlus. E va bene, fin qui nulla di nuovo. Però dal 2008 ci sarà questo “tetto massimo” d’importo complessivo (250 milioni di euro) oltre il quale non saranno più le Onlus a trarne beneficio, ma qualcun’altro. Ok, mettiamo pure che la cosa abbia un senso (anche se francamente io non lo trovo), come farà il contribuente, seduto davanti al suo commercialista o alla signorina del CAF, a sapere se il suo 5X1000 in quel momento, sommato a quelli di coloro che l’hanno già versato, rientra, oppure no, nei limiti del tetto? Cioè, come farò io, tanto per fare un esempio concreto, a sapere se la mia quota andrà tutta ai Volontari oppure verrà dirottata, d’imperio, chissà dove? (Magari a rimpinguare il già super agevolato 8X1000).
Eh sì, perchè la cosa cambia. Io vorrei sapere (mi pare il minimo!) se sto devolvendo ai Volontari o a qualcun’altro che nulla ha a che vedere con i Volontari. Ma il fatto è che, al momento della scelta, non si potrà sapere se il “tetto” è già stato superato e quindi ognuno di noi, in assoluta buona fede, si comporterà come se questo non fosse successo (sempre che ognuno di noi sia al corrente dell’esistenza di questo fantomatico tetto, cosa piuttosto difficile vista la scarsa pubblicità), col risultato che buona parte dei contribuenti, senza nemmeno saperlo, devolverà qualcosa ad un soggetto completamente diverso da quello che aveva in mente.
Penso che, se effettivamente è così che stanno le cose, si carpirebbe la buona fede, la generosità e la fiducia, dei cittadini onesti (quelli che le tasse le pagano) in una maniera tanto vile che davvero non ha bisogno di ulteriori commenti…
Ma esiste anche un’altro modo di vederla, un’altro “effetto collaterale” del tetto (comunque non più consolante del primo): una volta scremati gli avanzi, la cifra rimasta, ossia 250 milioni di euro, divisa per tutti i contribuenti che hanno sottoscritto il 5X1000, darà un tasso medio di devoluzione pro-capite molto inferiore al teorico 5X1000 pattuito, tasso che si aggirerà, secondo i parametri di quest’anno, intorno al 3X1000. Anche qui, non ci vuole molto ad intravedere un’altro raggiro ben confezionato: ci viene offerta, sulla carta, la possibilità (e la promessa) di devolvere il 5 per mille della nostra IRPEF ad un’associazione di nostro gradimento ma poi, a quell’associazione, ne verrà effettivamente destinata solo il 3 per mille. Il restante 2 per mille, comunque prelevatoci (ma sarebbe più esatto dire “adescatoci”), chissà dove andrà a finire? Forse ad incrementare qualche nuovo “tesoretto” inaspettato? (Ma scusate, lo Stato non ha già una casella a lui dedicata, e senza alcun tetto, nell’ambito dell’8X1000? Perchè mai dovrebbe prendersi una fetta di quel che la gente ha deciso di dare a noi?)
Sarà un luogo comune, forse, ma sempre più spesso mi vedo costretto ad invertire, con successo, le parole di un famoso e antico modo di dire, così da farlo diventare: “trovato l’inganno, fatta la legge”.

Spero tanto di essermi sbagliato.

27 08 2007
SABRINA

Beh questa è quasi più la risposta al tuo urlo che effettivamente un intervento costruttivo.
non potrò molto dilungarmi ma come sempre sei stato illuminante. Ed io che in questo periodo stavo cercando di impostare una specie di articoletto al fine di promuovere ed incentivare appunto la scelta del 5 per mille.
é possibile che ogni qualvolta si veda un spiraglio di luce ci sia sempre qualcosa o qualcuno che debba offuscarlo? che proponga qualcosa che proprio cosi non è? Diventa sempre più difficile fare qualcosa e la mancanza di fiducia diventa sovrana.mah!….
un abbraccio

28 08 2007
Luca

Al di là dei soggetti politici che si sono avvicendati dietro le quinte del 5X1000 (i cui colori d’appartenenza svelano scenari piuttosto curiosi – se non addirittura sorprendenti: andate un po’ a vedere chi l’ha ideato, nel 2005, e chi successivamente è stato capace di “dimenticarlo” prima e di “limitarlo” poi), sembra proprio che quando qualcosa funziona meglio del previsto non esistano remore sufficienti ad evitarne la speculazione: i frutti sono ottimi? Bene, cerchiamo un modo per accaparrarcene una buona fetta, ma senza che se accorga nessuno, per carità! Ho detto “buona fetta” ma sono stato ottimista: se consideriamo che le devoluzioni nel 2006 hanno superato i 400 milioni di euro, crescendo ai ritmi attuali è facile prevedere che nel 2008 i 250 milioni di tetto corrisponderanno a circa la metà del totale! Esatto: la metà! Quindi a conti fatti, cara Sabrina, metà del tuo, del mio, del nostro lavoro, in termini di pubblicità che faremo al 5X1000, andrà a beneficio di qualcuno che non sarai né tu (parlo dell’ABEO, per chi non lo sapesse), né io (i Volontari), né noi (le Onlus in generale). A che pro, quindi, dovremo sbatterci, perdendo tempo e denaro? Per ingannare chi ci vuol bene a favore di chi ci “sfrutta”? No, grazie. E’ una questione di coerenza etica che il popolo del volontariato, a differenza di altri, non riuscirebbe ad eludere così facilmente. Davvero. Se nulla cambierà, non so proprio come ci comporteremo l’anno prossimo.

Per amor del cielo, queste sono solo riflessioni personali, fatte così tra di noi (a proposito, bentornata) per meglio capire l’andazzo di questa “strana giungla” che chiamiamo Italia, e non hanno nessuna intenzione di pilotare le scelte degli altri, però, come lasci intravedere tu, appare quantomeno plausibile un certo scetticismo verso la volontà di proseguire nella divulgazione di un messaggio che, oggettivamente, risulta “deviato” già dalla fonte.
E va bene che si tratta di denaro che è già dello Stato (dal momento che fa parte delle tasse che dobbiamo all’erario e che lo Stato ha deciso, bontà sua, di “girare” a noi) e passi pure che esista un tetto di spesa, come per tutte le spese che una buona amministrazione deve pianificare (anche se, così basso, più che un tetto sembra il soffitto del primo piano), ma quello che non va è il modo con il quale una promessa non sarà mantenuta. Che lo dicano chiaramente, allora, che problema c’è? Dopotutto noi siamo i beneficiari e non possiamo pretendere nulla, è vero, ma, diamine, di essere presi in giro così davvero non ce lo meritiamo.

Credo che questo sia uno dei luoghi, e uno dei momenti, in cui il confronto assume il suo valore più pieno.
Grazie per essere passata. A presto.

30 08 2007
Laborioso alias Indaffarato

In periodo non sospetto avevo pubblicato sul mio blog presso La Stampa una mia riflessione a tal proposito, i redattori ritenendola di interesse nazionale l’avevano anche posta in prima pagina alla portata di tutti i visitatori della home page della testata ultraconosciuta. In quella occasione in un solo giorno ho avuto un migliaio di visite, ma a parte quelli dei miei soliti e pochi amici/colleghi di blog non avevo ricevuto alcun commento degno di nota. Da ciò ho capito che l’argomento non sia affatto di interesse nazionale, il cittadino comune è totalmente disinteressato alle problematiche vere del Paese, un po’ perché gli organi d’informazione scelgono a tavolino cosa rendere pubblico o meno, un po’ perché siamo tutti distratti… dalle fandonie e dalle vacuità televisive che poi si ripercuotono nelle nostre frivole vite.
Io sono un “veggente…” e conosco già il risultato della petizione… ma sono comunque felice che qualcuno si muova, rimboccandosi le maniche, l’interesse in ballo è enorme.
Bravi e continuate.

30 08 2007
Luca

Grazie Indaffarato, è un vero onore per noi ospitarti in questo blog. Anche se le tue profetiche parole non lasciano spazio a interpretazioni meno grigie di quest’assurda realtà, c’è una cosa, una soltanto, alla quale, volendo, il popolo dei non indifferenti potrebbe porre rimedio: la “distrazione”.
Siamo tutti un po’ distratti, è vero, ma sarà altrettanto vera la matrice puramente colposa di una distrazione sempre più comoda oppure esiste, e prolifera, una sua componente premeditata e consapevole? Perchè un conto è non riuscire a prestare attenzione a qualcosa che ci sfugge, o ci viene offuscato, un altro è non volerlo fare per convenienza, pigrizia od egoismo. Credo che, in questa seconda ipotesi, la presa di coscienza non possa derogare dal coraggio di cambiare qualcosa, anche la più piccola, nel nostro rapporto col mondo, se non vogliamo diventare complici della sua insostenibile mediocrità.
Nel nostro piccolo ci proviamo e il solo fatto che tu ci rinfranchi è già una grossa soddisfazione.
L’interesse in ballo è enorme, come dici, perché esso è il nostro futuro.
Grazie infinite.

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