Quando il SUV non è solo un lusso

8 11 2007

La sigla SUV è l’acronimo di Sport Utility Vehicle, traducibile in italiano come Veicolo Utilitario Sportivo. Si tratta di quei mostri della strada che sembrano un po’ una monovolume e un po’ un fuoristrada, avete presente? Quelli che suscitano tante polemiche, soprattutto da parte degli ambientalisti, per via delle loro eccessive dimensioni e dei loro motori ultrapotenti, spesso sproporzionati alle reali necessità di chi li utilizza. Certo, pure noi non incontriamo grosse difficoltà a definirli un tantino esagerati per andare a portare i bambini a scuola o a fare la spesa ma, anche se sembra impossibile, siamo consapevoli che esistono realtà nelle quali i SUV potrebbero rivalutare completamente la loro importanza.

Un veicolo con quelle caratteristiche, ossia un’altezza da terra molto maggiore di  quella normale, sospensioni rinforzate, trasmissione 4X4, motore vigoroso e robusto, aria condizionata e pneumatici nerboruti, un veicolo così, se poco s’addice alle lastricate stradine di Rapallo, diventa assolutamente indispensabile in contesti completamente diversi ed assolutamente reali: prendiamo, per esempio, il Burkina Faso. Sapete dov’è il Burkina Faso? E’ uno stato dell’Africa Centro Occidentale, uno di quelli che non si affacciano sul mare, e si trova a Nord del Ghana e della Costa d’Avorio, e a sud del Mali. So che parlare di certe zone, per i più, è come parlare di un altro pianeta. Sono nomi questi che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti ad entrare nel nostro linguaggio comune. Tanto che a volte è molto più comodo, e forse quasi più realistico, localizzarli davvero su un altro pianeta, lontano anni luce: il terzo mondo.  Già, così è senz’altro più facile ricordarseli.

Comunque sia, il Burkina Faso è uno stato che a pieno titolo si merita gli onori di quell’assurda terza posizione, sull’altrettanto assurdo podio dei mondi possibili, essendo uno dei paesi più poveri al mondo e basando gran parte della sua economia sugli aiuti internazionali. Ebbene, sembra paradossale, ma se vogliamo davvero trovare un’utilità ai nostri boriosi SUV dobbiamo andare proprio là, dove le strade non esistono, e dove quella del sole cocente e quella delle piogge torrenziali sono le due uniche stagioni ammesse dal calendario. Appunto: se non è lì che un muscoloso SUV riesce a trovare la sua vera collocazione, allora c’è da credere che non la troverà mai.

Noi ci abbiamo pensato, anche perché è da un po’ che collaboriamo con l’ospedale di una piccola città del Burkina Faso (forse dovrei chiamarla “villaggio”, più che città, ma lasciatemi per un attimo immaginare che faccia parte di questo pianeta), una città  che si chiama Nanoro. Tramite persone in gamba, e dotate di un cuore grande così (dal chirurgo genovese Gino Capponi, che da oltre 6 anni vi svolge attività di volontariato non solo come medico ma anche, e soprattutto, come insegnante di pratiche chirurgiche, al dottor Giuseppe Radaelli dell’azienda farmaceutica AGIPS di Rapallo, la cui presenza è stata semplicemente indispensabile per la produzione ed il reperimento dei prodotti farmacologici, fino al nostro titanico Presidente Giorgio Brigati, insostituibile e paziente regista di operazioni a dir poco straordinarie ma che, grazie a lui, diventano quasi una routine per noi che le viviamo al suo fianco) negli ultimi anni abbiamo raccolto e inviato a Nanoro un bel po’ di materiale, come farmaci, medicamenti e generi di prima necessità per far funzionare al meglio il piccolo pronto soccorso. Va da sé che, per logica ed ovvia conseguenza, le richieste dei medici si sono poi indirizzate sulla possibilità di trovare un veicolo adeguato al trasporto degli ammalati e dei feriti: il pronto soccorso può anche funzionare, in effetti, ma resta molto difficile da raggiungere a piedi (soprattutto da chi non è in perfetta forma fisica), se non addirittura impossibile in un contesto privo di una vera e propria rete stradale.

Allora ci siamo dati da fare e, chiedendo un po’ qua e un po’ là, abbiamo scovato il veicolo che fa al caso nostro: ed è proprio una specie di SUV ambulanza, se mi passate il termine. Si tratta di un carismatico Isotta Fraschini – Fissore, modello Magnum 4 x 4, 2.500 cc, Turbo Diesel, dotato di quattro posti più una barella, impianto ossigeno, lampeggianti, sirena, aria condizionata e tutto quel che serve per trasportare, con dignità e sicurezza, chi ha bisogno di soccorso in luoghi poco accessibili. Insomma una vera potenza. E’, ovviamente, un veicolo usato, ma ha percorso solo 4.000 km e le sue condizioni generali sono ottime. E poi certi mezzi sono davvero eterni. Lo abbiamo reperito presso una ditta che commercia ambulanze e immediatamente ci ha convinti. Il costo? 12 mila euro.

La cifra un po’ ci ha spaventati, è vero, però non potevamo indugiare. Certo, i nostri piani originari erano diversi: volevamo indire prima una raccolta fondi ad hoc e poi, con il ricavato, procedere all’acquisto ma, come spesso accade in situazioni particolarmente coinvolgenti, l’entusiasmo ha avuto il sopravvento. Perciò, e per spazzare via ogni intoppo burocratico, abbiamo pagato il veicolo, tutto e subito, ripromettendoci di chiedere una mano ai cittadini, cioè a voi, per recuperare almeno una parte di questa “folle” spesa.

Venerdì 26 Ottobre abbiamo presentato il nostro “giocattolo” alla stampa, dopo averlo rinfrescato un po’ nella carrozzeria e messo a punto nella meccanica e nelle dotazioni di sicurezza, anticipando la notizia che, verso fine Novembre, sarà imbarcato su di un container diretto via nave in Africa. Nel giro di un paio di mesi, quindi, il nostro “SUV con la barella” sarà perfettamente operativo, al servizio dell’ospedale di Nanoro, in Burkina Faso, Africa Centro Occidentale. Missione (quasi) compiuta!

Chissà se cose come queste servono più ad aiutare chi ha bisogno o a dare un senso alle vite di coloro che bisogni non ne hanno più. E’ una bella domanda, per la quale la risposta non può che essere una via di mezzo tra le due opzioni: esse sono vere entrambe, quando s’incontrano così spontaneamente da non poter distinguere più l’una dall’altra. Esattamente come è successo a noi.

Ce ne prendiamo il merito senza falsa modestia perché, siamo onesti, oltre all’enorme valenza umanitaria dell’operazione in sé, non è da tutti dare una giustificazione all’esistenza di un SUV, al giorno d’oggi, operando addirittura nel dna del suo acronimo, il cui significato, dal vecchio “Sport Utility Vehicle”, si trasforma per mutazione genetica nel ben più sostenibile “Salvare Una Vita”. Sempre SUV è ma, chiaramente, la sua funzione cambia di un bel po’. Non pensate?

Bene, se vi siamo piaciuti adesso potete aiutarci concretamente, per esempio con un versamento in posta, sul conto corrente postale 24954166, intestato alla Pubblica Assistenza Volontari del Soccorso di Rapallo (causale: ambulanza per Nanoro), oppure un bonifico bancario a queste coordinate: Banca Intesa – San Paolo, agenzia di Via Diaz 12 – Rapallo (GE), ABI: 03069, CAB: 32112, CIN: T, conto: 3876006, intestato a Pubblica Assistenza Volontari del Soccorso di Rapallo (causale Ambulanza per Nanoro), oppure ancora passando da noi, in Via Arpinati 20, quando e come volete.

Vi ricordiamo che siamo una ONLUS, cioè un’Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ecco un altro bell’acronimo), e pertanto ogni offerta devolutaci gode delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Secondo me sarebbe un vero peccato non approfittarne. Finché si può… 

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3 responses

16 11 2007
Luca

Chissà se commentarsi da soli può causare la cecità, come si dice di certi comportamenti estremamente autoreferenziali, però un’integrazione al mio post dovevo proprio far(me)la, visto che nessuno me la chiede.
Ieri mattina (15 Novembre) il nostro beneamato SUV è partito per Grosseto, dove sarà imbarcato su una porta containers diretta in Africa. Al momento non conosco i tempi previsti per l’arrivo ma si parla di circa un mesetto, giorno più giorno meno.
Comunque sia, l’auto è andata. Il grosso del lavoro, diciamo, è stato fatto (almeno quello che toccava a noi) e il resto verrà da sé.
Tutto qui. Mi premeva solo puntualizzare e comunicare in diretta l’andamento dell’operazione nel mentre essa si svolge.
Se da oggi non vedrete più post o commenti da parte mia, allora state attenti: la profezia iniziale potrebbe essere vera (ed io non possiedo la tastiera Braille).
Mi avrete sulla coscienza.

7 12 2007
Carmelo Marabello

Ciao,
ho letto del lavoro da voi fatto e il mio cuore torna immediatamente presso l’ ospedale di NANORO’ dove il NOSTRO amico Gino lavora con tutti i Camilliani per dare sollievo alla popolazione del Burkina Faso.

Un mio caro amico lo scorso anno proprio in Burkina Faso mi disse queste parole “TRA VOLONTARI NON CI SI DICE GRAZIE E NON CI SI COMPLIMENTA PER IL LAVORO FATTO” ma io che sono un CATTIVO VOLONTARIO dico:

COMPLIMENTI RAGAZZI AVETE FATTO UN OTTIMO LAVORO CHE SICURAMENTE NON ADRA’ VANO.

Sono anche certo che il BUON “Père Gilbert Compaore” sorveglierà dal cielo e ci aiuterà affinche tutto proceda in modo sereno.

Spero di tornare in burkina anche nel 2008 cosi potrÒ vedere il Vostro S.U.V. e perchè no magari bere un buon bicchiere di ACQUA insieme proprio a NANORO’
Saluti per tutti
Carmelo

12 12 2007
volontarirapallo

Grazie Carmelo, speriamo che tu possa raggiungere il nostro suv, quando sarà operativo, e poi mandarci qualche foto. Ci farebbe enormemente piacere.
E’ vera la frase del tuo amico, circa l’assenza di ringraziamenti e di complimenti che caratterizza l’universo del volontariato, però è altrettanto vero, come tu sembri aver capito, che un incoraggiamento di tanto in tanto, così tra di noi e senza pretendere nulla, può fare davvero molto.
I tuoi complimenti, per esempio, ce li siamo presi tutti e siamo onorati d’averli ricevuti.
Un caro saluto da tutti noi e i migliori auguri per un felice 2008.
A presto.

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