Un’esperienza “indimenticabile”

16 06 2009

Credo che non si possa definire in altro modo la settimana trascorsa nel campo accoglienza “Acquasanta”, a L’Aquila. Indimenticabile per lo splendido rapporto instaurato con TUTTI i volontari delle altre associazioni, in tutto oltre 60. Un rapporto che ognuno di noi ha faticato ad interrompere sabato mattina, al momento del rientro, e che è stato riallacciato appena rientrati a casa grazie ad internet. E che soprattutto credo resisterà per molto, molto tempo…

Indimenticabile per l’armonia e lo spirito che ci hanno animato. Qualcosa che a volte è difficile trovare anche fra amici di vecchia data, ma che è nata spontanea in TUTTI noi, riuscendo a farci dare reciproco appoggio nelle svariate mansioni che ricoprivamo, dalla cucina alla segreteria, rimbalzando da una parte all’altra e dandoci veramente da fare, sempre col sorriso.

“Ma…” C’è sempre un ma, e purtroppo il nostro ci porta al lato triste della medaglia, a quello di vite messe a dura prova.

La situazione al campo è buona, merito dei volontari che ci hanno preceduto e dell’ANPAS che ha coordinato e gestito il tutto. Non mancano né cibo né acqua, né tutti i beni di prima necessità per condurre una vita “normale”, ma mancano alcune cose, molto difficili da restituire: tranquillità, serenità, speranza, voglia di ricominciare…

La televisione ci ha abituato a vedere in tempo reale i luoghi dei disastri, ma esserci, toccare con mano e parlare con le persone coinvolte è un’altra cosa. Traspare una rassegnazione cattiva, che va combattuta per rendere di nuovo quelle persone in grado di affrontare la vita, nonostante le prove che alle volte ci sottopone. Guardare negli occhi un uomo di cinquant’anni che cerca di raccontarti quella notte, le sensazioni che ha provato, la paura, la disperazione per una casa distrutta, crollata assieme a tutti i sacrifici per costruirla e a tutti i ricordi che conteneva… Be’, anche questo è indimenticabile…

La settimana trascorsa a L’Aquila mi ha insegnato molte cose, prima di tutto a valutare bene quali sono le priorità, cosa conta veramente e cosa invece è superfluo, anche se fa parte della nostra vita di tutti i giorni. Credo che chiunque possa ripeterla, trovando un ruolo adatto alle proprie capacità ed inclinazioni e, perché no, traendone anche un beneficio per se. Mi piacerebbe che chiunque arrivi a leggere fin qui prendesse in considerazione l’idea di andare a vedere di persona cos’è un terremoto, e come cambia le persone che lo subiscono. Ognuno ha il suo lavoro e i suoi affetti, ma una settimana passa in fretta, e soprattutto sono sicuro che a chiunque di noi, in una situazione come quella attuale dell’Abruzzo, farebbe piacere sapere di poter contare su qualcuno che crede ancora nell’aiuto reciproco, nella solidarietà, nell’importanza di un piccolo gesto… Insomma che crede ancora nei valori del Volontariato e nella possibilità di ognuno di migliorare la vita propria e degli altri, attraverso piccoli gesti condivisi da molte persone.

Marco “Makkia” Macchiavello

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