Figli e figliastri

23 07 2010

Quello nella foto è uno dei permessi rilasciati dal Comune di Rapallo che consentono la sosta in alcune zone disco cittadine senza esporre il disco orario, quindi senza limiti di tempo, ed altre amenità del genere. Esso è stato fotografato mentre era esposto all’interno di un’auto in sosta nella zona disco di Via della Libertà (lo si capisce anche dai riflessi del parabrezza), il mese scorso. Ebbene, queste autorizzazioni “in deroga” costituiscono una bella comodità per chi, soprattutto a Rapallo, utilizza quotidianamente l’automobile, poiché consentono di poter lasciare la vettura in un parcheggio a tempo limitato (zona disco) senza limiti di tempo e senza preoccupazioni di multe. Generalmente essi vengono assegnati, in numero ristretto, agli alberghi affinché possano distribuirli ai loro clienti ed, in quest’ottica, potrebbero essere visti come un modo carino di trattare gli ospiti ed incentivare il turismo che, comunque la si pensi, è ancora l’unica vera risorsa della nostra città. Ulteriori permessi, poi, sono attribuiti alle donne in stato di gravidanza (dal quinto mese di attesa fino al primo anno di vita del neonato) e, anche in questo caso, diciamo che l’amministrazione comunale ha mostrato un occhio di riguardo, considerando da un lato la difficoltà di parcheggio che caratterizza da sempre la nostra città e dall’altro lo stato di particolare necessità in cui versano le neo-mamme. E fin qui va tutto bene. Ma oltre a questi, come si vede, da un po’ di tempo esistono altre autorizzazioni che sono un po’ diverse dalle solite e, diciamo, un po’ meno universali: sono praticamente “ad personam”. La loro particolarità risiede nel fatto che esse sono state assegnate al – udite udite – “personale del 118 in servizio d’istituto”. Cioè, in pratica, sono a disposizione del medico e dell’infermiere dell’automedica quando vengono a lavorare a Rapallo. Forte, vero?

Allora ricapitoliamo: io non ho l’auto ma se l’avessi, quando vado a lavorare (lavoro a Rapallo e il mio datore di lavoro non ha un parcheggio per i suoi dipendenti), dovrei cercarmi un posto in cui lasciarla; magari che non sia una zona disco, ovviamente, e preferibilmente nemmeno a pagamento. Per ognuno di voi credo sia esattamente la stessa cosa: cioè quando andate a lavorare in auto avrete gli stessi problemi, giusto? E anche noi volontari, manco a dirlo, quando veniamo in sede a prendere servizio o a fare quello che dobbiamo fare, se usiamo l’auto, dobbiamo andare a cercarci un posticino che ci consenta di ritrovarla intatta e possibilmente senza multe sotto il tergicristallo: c’è una zona disco proprio all’inizio di Via Arpinati, vicino alla nostra sede, come ce n’è un altra in Via della Libertà, vicino alla sede della Croce Bianca, vero? Be’ l’una è di 30 minuti e l’altra di 60 quindi, noi volontari delle pubbliche assistenze, possiamo beatamente scordarcele. C’è poi uno strano stallo di sosta, marcato in giallo, nella Via Arpinati proprio davanti alla nostra sede, custodito da un cartello che, senza troppa convinzione, recita: “riservato ASL 4 Chiavarese”. Be’, che ci piaccia o meno, legittimo o meno, noi volontari delle pubbliche assistenze, anche quel posto possiamo serenamente scordarcelo. Ma, invece, loro no. Quelli del 118  possono parcheggiare nelle zone disco di Via della Libertà e di Piazza Cile (che ora è occupata da un cantiere) senza limiti di tempo, e nel rettangolo giallo di Via Arpinati disegnato apposta per loro! Mi chiedete il perché? Ma è semplice: perché loro sono del 118, e noi no! Come se il pasticciere, il benzinaio, il farmacista o il gommista fossero mestieri meno nobili che, per la loro mediocrità, non danno diritto all’agevolazione per i parcheggi. Oppure come se il medico e l’infermiere dell’automedica non fossero lavori normali, con un orario, uno stipendio, le ferie, le indennità e compagnia bella, ma rappresentassero una specie di missione eroica da agevolare ad ogni costo. Non lo so, fate un po’ voi, io non voglio essere polemico ed, in ogni caso, non è questo il punto.

Quindi, paradossalmente, se il medico e l’infermiere dell’automedica godono di questo privilegio (giusto o ingiusto che sia), l’autista dell’automedica, cioè un milite delle pubbliche assistenze rapallesi, lui no. L’autista dell’automedica deve andare a parcheggiare altrove, altrimenti lui sì che potrebbe beccarsi la multina. E così anche gli equipaggi delle ambulanze, volontari e dipendenti, quelli delle squadre notturne, gli autisti della Guardia Medica, e i volontari, in generale, delle pubbliche assistenze, oltre che, ovviamente, tutto il resto del mondo.

Carissimo Comune di Rapallo, abbiamo capito che se hai concesso questi permessi è perché qualcuno te li ha chiesti (e chissà con quale insistenza) ma allora, per lo stesso principio, giacché coloro che te li hanno chiesti altro non sono che onesti lavoratori che svolgono il loro mestiere a Rapallo, che farai adesso? Quando te li chiederanno, li concederai anche a tutti gli altri onesti lavoratori che svolgono il loro mestiere a Rapallo, e che versano nelle stesse difficoltà di parcheggio? Credo proprio che sarà inevitabile, se non vorrai fare figli e figliastri.

Oppure ancora, se volessimo restringere la questione all’ambito del servizio sanitario d’emergenza (anche se non capirei il perché, visto che le agevolazioni previste dal Codice della Strada riguardano esclusivamente i veicoli adibiti ai servizi di soccorso e non quelli privati del personale ad essi addetto), ma anche se volessimo, a maggior ragione non dovresti concedere certe facilitazioni anche ai volontari delle pubbliche assistenze che, praticamente, fanno le stese cose del 118 (meno professionalmente, certo, ma senza guadagnarci nulla) e senza i quali il sistema 118 non potrebbe funzionare? Ti ricordo che proprio l’automedica che trasporta il personale del 118 cui tu hai concesso i permessi (affinché possano recarsi al lavoro più in fretta e con meno problemi) è guidata da un autista non dipendente del 118 il quale, prima di mettersi alla guida di quell’automedica, deve quotidianamente trovarsi un parcheggio. E senza autista l’auto non parte. Quindi…

Quindi che facciamo, prepariamo le domandine?

 

PS: intendiamoci, nulla contro quelli del 118, per carità. Ormai abbiamo imparato a conoscerci, a lavorare insieme e a convivere in assoluta armonia. Sono persone splendide, cordiali, in gamba, e ci vogliamo tanto, tanto bene. E poi, diciamolo pure, loro non hanno nessuna colpa, anzi: hanno semplicemente perseguito un loro interesse e sono stati accontentati. Hanno fatto benissimo. Son felice per loro. Nessuna ostilità da parte nostra. Questa vuole essere solo una questione di principio e niente di più. Una delle solite, inutili, arcaiche, pleonastiche, romantiche, ridicole, tenere, donchisciottesche questioni di principio. Insomma: parole al vento.

 

 

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26 responses

23 07 2010
Cristiano

Ma esiste nel codice della strada “riservato ASL” ?? Mi sembra solo un altra “casta” di privilegiati che cerca di avere una facilitazione rispetto ai cittadini normali….tutto come al solito

23 07 2010
volontarirapallo

L’argomento è disciplinato in via esclusiva dall’articolo 7 del
“Nuovo codice della strada” (decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni) il quale dice:

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 7. Regolamentazione della circolazione nei centri abitati.

1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:

(omissis)

d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;

(omissis)

4. (…) Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell’espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale.

(omissis)

———————————————————————————————-

Ovvio che gli “spazi destinati ai veicoli di soccorso” sono quelli riservati alle ambulanze e simili. O no?

Ovvio che i “permessi subordinati a speciali condizioni e cautele rilasciati ai veicoli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria nell’espletamento delle proprie mansioni” sono quelli previsti per i medici di famiglia che si recano con il proprio veicolo ad effettuare una visita domiciliare urgente. O no?

Forse no.

25 07 2010
Andrea B.

Credo sia ovvia la comune critica per quanto riguarda questi “privilegi”.
Non si può che scuotere il capo, indignarsi…e…

Appunto.
E?
Andiamo avanti. Perchè alla fine questo è tra i problemi più grandi della nostra città in generale.
Alla base resta il solito problema, inutile continuare a dire che i parcheggi non sono cresciuti in rapporto al numero di condomini, appartamenti ecc… credo che solo a Rapallo ci si ritrovi in queste condizioni. Sestri Levante, per esempio, si è sviluppata in una maniera incredibile negli ultimi 10 anni, eppure, anche al sabato sera, quando c’è il mondo a passeggiare, il posto auto non manca mai.
Quello che mi chiedo è, quando finiremo di svegliarci la mattina e stupirci PASSIVAMENTE delle novità come questa?
Quando smetteremo di trovare sorprese come quella in via S.Benedetto,ove hanno eliminato 25 parcheggi motorini,per ottenere tra posti auto? Cosa crediamo di risolvere così?

A S.Anna il problema è davvero serio, perchè lo spazio non lo possiamo inventare, ormai quei posti esistono e quei posti dobbiamo tenerci, ma addirittura riservarli a qualcuno di particolare credo sia vergognoso. Questo vale però anche se fosse riservato al sindaco, al comandante dei vigili, al comandante della caserma dei carabinieri.

Il “pendolare” che lavora a genova, piuttosto che a Sestri, Chiavari ecc…sa benissimo che deve partire da casa un “tot” di tempo prima perchè il parcheggio scarseggia, perchè genova ovest dopo le 7.15 sembra un formicaio, perchè in corso Millo alle otto c’è il mondo, eppure al lavoro ci si arriva sempre.
Che imparino a farlo anche quelli che fanno un LAVORO COME QUALSIASI ALTRO.

Mi auguro tra l’altro, che CHI deve controllare la sosta, non si limiti a vedere il permesso e a passare alla macchina successiva, ma che entri nella sede ove sono di servizio medico e infermiere e ne verifichi la presenza.
Non vorrei vedere qualche furbetto che,siccome il collega di turno è sceso in moto…approfitti del parcheggio per andarsi a fare una passeggiata.

Per chiudere: autocritica….domanda da ignorante.
Come funziona?Creano un parcheggio riservato solo al dottore?oppure se lo giocano ai dadi medico e infermiere?Non spunterà mica il capriccio di quello dei due che arriva dopo e segnali la pretesa che siccome llo “staff” è formato da due componenti del 118 allora dovranno esserci due parcheggi….
e siccome piove…e l’autista viene in macchina, ne pretenderemo tre..

Di questo passo finiremo con i parcheggi nominali.
O tutti o nessuno. Mi sbatto io…ti sbatti tu.

26 07 2010
volontarirapallo

Il punto – bravo Andrea – è proprio quello con il quale hai concluso il tuo brillante intervento: “O tutti o nessuno. Mi sbatto io, ti sbatti tu”. Forse non la Legge, ma almeno la viabilità di Rapallo è (o dovrebbe essere) uguale per tutti. Non sopporto i privilegi elargiti in virtù di un millantato credito, soprattutto quando questo è frutto della “speculazione” morale con cui si ricamano i risvolti di quello che altro non è che una semplice, ancorché importantissima, professione. In quest’ottica, allora, il Comune dovrebbe riservare posti ai mezzi privati non solo dei medici e degli infermieri del 118, ma anche di tutti i vigili del fuoco, dei poliziotti, dei carabinieri, dei finanzieri, dei medici di base, delle loro segretarie, dei dipendenti ASL, dei farmacisti e, perchè no, dei veterinari e delle guardie zoofile che esercitano la loro professione nella nostra città e che non hanno un parcheggio privato… hai voglia poi a trovare un parcheggio libero. No, ragazzi, non scherziamo.
Il Codice della Strada parla chiaro in merito alla possibilità di riservare posti (o di concedere autorizzazioni in deroga) a determinate categorie di utenti e, per quanto lo si rigiri, credo che, senza fare figli e figliastri la situazione che abbiamo oggi a Rapallo non esisterebbe. In un sistema equo e democratico, un medico, o un infermiere del 118, dovrebbero avere la stessa probabilità di trovare un parcheggio a Rapallo che ha un geometra, un farmacista o un macellaio. Questo almeno in linea generale.

Poi è vero che anche noi “volontari” potremmo chiedere (o almeno tentarci) certi privilegi ma la differenza sta nel fatto che, siccome non ci sembrano giusti e siccome noi siamo qui per risolvere i problemi alla città e non certo per aumentarli, non abbiamo mai avuto nemmeno l’intenzione di provarci. Un’elegante accortezza che esalta il nostro impianto solidale e che, a quanto pare, altri non hanno avuto. Ma va bene così, per carità, va benissimo così. Come dicevo nell’articolo: queste sono solo parole al vento.
Però almeno lasciatecele dire perchè, in fin dei conti, pretendere che non ci accorgessimo della realtà e che, anzi, plaudissimo l’iniziativa, francamente, mi sembra un po’ troppo…

Tanto nessuno ve li tocca i vostri permessini, parcheggiate tranquilli.

26 07 2010
Cristiano

Ho il desiderio di vedere cosa succede se il proprietario di un tagliandino arriva e trova il suo posto occupato…chiama i vigili e fa rimuovere l’ abusivo? parcheggia dove trova posto? non va al lavoro perchè non c’è posto? Sarebbe un interessante ipotesi, e poi cosa succede al parcheggio a S.Anna durante i & mesi in cui l’ automedica è in Croce Bianca, rimane vuoto in attesa che un autorizzato lo riempa? So che sono domande retoriche ma le volevo condividere….
P.S. Visto che il cartello dice riservato personale ASL4 vuole dire che ci può parcheggiare anche uno che lavora all’ Ufficio Personale dell’ ASL o al Protocollo?

26 07 2010
volontarirapallo

E be’, in effetti quel parcheggio è, nella migliore delle ipotesi, destinato ad essere occupato un mese sì e un mese no… nel mese no, cioè quando l’automedica è in Croce Bianca, ci potremmo piantare il basilico.

27 07 2010
volontarirapallo

Credo sia giunto il momento di chiarire alcuni punti fondamentali, anche per dare una risposta a quelle che sono osservazioni del tutto legittime (sono tutte su facebook!) sebbene non sempre condivise dal sottoscritto.

Dunque: la questione dei permessi di sosta rilasciati al 118 è abbastanza datata. Ne parliamo da tempo in sede, da circa due o più anni (ma non certo dieci), non riuscendo tra di noi a spiegarci il vero motivo di tale discriminatoria agevolazione. E va bene il servizio pubblico, ok, ma come dice Cristiano, gli addetti al 118 non sono gli unici pubblici servitori che quotidianamente si recano al lavoro; E va bene che salvate delle vite, ok, ma non dimentichiamoci che è anche il vostro lavoro. Anche i medici del pronto soccorso lo fanno, anche i chirurghi in sala operatoria, anche i vigili del fuoco, anche le forze dell’ordine, anche i bagnini, e, indirettamente, anche l’autista della vostra auto medica, nel suo piccolo, lo fa, visto che vi accompagna a farlo… Insomma è un “dovere d’ufficio” per il quale, bene o male, siete retribuiti da tutti noi (anche da colui che salvate); E va bene che a Rapallo i posti scarseggiano, ok, ma non siete certo gli unici ad avere questo problema e, detto tra noi, scaricarlo su qualcun altro non mi sembra la maniera più giusta di risolverlo.

Qualcuno dice: “Ma che noia può dare alla città l’esistenza di un paio di permessi in più?”. Certo, il problema è minimo, se osservato da una prospettiva più ampia, ma ti assicuro che, se sei un cittadino “normale”, quando vedi un vigile che fa la multa alla tua auto perché l’hai lasciata in zona disco, e poi vedi lo stesso vigile che ignora l’auto di fianco alla tua, perché è di uno del 118, e passa oltre, ti assicuro che tanto bene non ci resti. Cioè, delle domande te le fai: ma perché lui no e io sì? Pensi:Ma che cavolo… anche io stavo lavorando…

Qualcun altro dice: “Ma allora i pass per medici di famiglia e le zone merci non sono anch’essi dei privilegi riservati ad alcune categorie di utenti?”. Certo che lo sono, eccome, ma sono previsti e regolamentati dal Codice della Strada, quindi, che ci piacciano o meno, sono legittimi;

Qualcun altro ancora dice: “Ma allora i permessi per le donne in gravidanza che cosa sono se non privilegi discriminatori?”. Certo, sono privilegi anche quelli, per carità, ma la differenza sta nel fatto che essi sono distribuiti universalmente, genericamente, astrattamente a tutte le persone residenti nel comune che si trovino in quelle condizioni; a tutte le persone, non solo a quelle che svolgono un determinato lavoro o che siano dipendenti di una determinata azienda;

Qualcun altro dice: “Ma allora i piazzali per le ambulanze non sono privilegi?”. No, non lo sono. Si tratta di piazzali privati, di proprietà, o in affitto, dell’associazione.

Qualcuno dice: “Be’, sempre meglio dare due posti al personale del 118 che ai milanesi che vengono giù addirittura con la carta igienica per non spendere”. Va bene il campanilismo, ok, ma non dimentichiamoci che i milanesi sono liberi cittadini, titolari di diritti e di doveri, e che il suolo di Rapallo su cui insistono i parcheggi è suolo pubblico. Quindi è anche il loro. Poi sulla carta igienica ne potremmo anche discutere ma, sinceramente, mi sembra l’ultimo dei problemi.

Qualcun altro dice ancora: “Ma con l’automedica voi pubbliche assistenze ci guadagnate, e parecchio, quindi non sputare nel piatto in cui mangi”. Certo, la convenzione prevede un rimborso del servizio che prestiamo, e ci mancherebbe altro, ma cosa c’entra? Un attimo: qui occorre fare un’importante precisazione: forse è un concetto un po’ difficile da assimilare per chi non ci è abituato ma, vedi, io in questo piatto non “ci mangio” affatto, e nessuno di noi lo fa. Quando si sta parlando di volontariato a un volontario, inteso come persona fisica, non è opportuno rinfacciare il ritorno economico che l’ente da lui rappresentato può ricavare da un servizio o da una prestazione fornita. Lui, il volontario, chiunque sia e qualunque cosa faccia, non ci guadagna mai niente, ma proprio niente. Quindi, per piacere, lasciamo i soldi da parte, ok? Perché, se fosse una questione di soldi, non saremmo qui, né io, né Cristiano, né Andrea, né tutti quelli che fanno volontariato vero. Poi se la P.A. a cui apparteniamo emette delle fatture e queste vengono saldate non posso che esserne soddisfatto ma in tasca mia, e dei miei colleghi – ti garantisco – non entra neanche mezzo centesimo (e comunque si fa presto a sparare cifre a caso: ti invito a visionare i bilanci per sapere dove fanno a finire i lauti rimborsi di cui, un tantino superficialmente, si parla e a constatare, a conti fatti, quanto ci avanza a fine anno).

In conclusione, ripeto, nessuno ce l’ha con il 118. L’animosità con la quale sono state conditi molti interventi è davvero eccessiva e, forse, dettata dal timore di perdere un po’ di quell’autorevolezza sulla quale, giorno dopo giorno, si è costruito una professione. Nessuno mette in discussione il fatto che voi siete i maestri e noi gli allievi, per carità, e così sarà sempre. Ma nessun altro dovrebbe mettere in discussione l’altrettanto evidente ovvietà che senza volontariato, oggi come oggi, il servizio di trasporto sanitario, almeno qui da noi, non potrebbe andare avanti. Forse un giorno funzionerà lo stesso, me lo auguro di cuore, e sarà finalmente professionale al cento per cento, con un livello e una qualità degni del paese civile quale pretendiamo di essere. Speriamo succeda presto. Ma intanto che aspettiamo lo “switch off” del volontariato sanitario, ci chiedevamo, tra di noi, come cavolo facevamo prima a fare tutte le nostre cose da soli e senza nessuna agevolazione, nemmeno quella per parcheggiare vicino alla sede… e, francamente, benché siamo riusciti a motivare, una per una, tutte le nostre perplessità, una risposta esauriente ancora non l’abbiamo ricevuta.

In ogni caso va bene così, nessuno vuole cambiare nulla, per carità. Cercavamo semplicemente una piccola spiegazione che, realisticamente, non riuscivamo a trovare. Forse anche perché, realisticamente, non esiste. Ma è tutto a posto così, davvero. Argomento chiuso.

Non essere d’accordo e non condividere alcuni aspetti di una realtà non significa volere la guerra a tutti i costi. E non sono certo le velate minacce che ci fermeranno, anzi. Nella presunzione di intelligenza con cui generalmente inquadriamo i nostri interlocutori abbiamo l’ingenuità di considerare il confronto dialettico come un momento costruttivo della nostra convivenza. Un confronto tanto più edificante nei suoi potenziali epiloghi quanto, apparentemente, meno sintonico nei suoi esordi. Non deludeteci per favore.

Rilassiamoci un attimo e magari riproviamoci, ok?

27 07 2010
Andrea Bonfanti

Permettetemi una premessa prima di aggiungere un altro intervento. NON sono su Facebook, quindi di questi animosi commenti a cui si fa riferimento non ne so assolutamente nulla, se non quelli riportati appena qui sopra.

Non dimentichiamoci che tutto questo discorso, sui parcheggi e sui permessi è purtroppo una realtà obbligata, nel senso che l’urbanizzazione della nostra città, come di altre, ma in particolare di Rapallo, ci costringe per cause di forza maggiore ad affrontare questi problemi.
Insomma, per esser chiaro, mancano i parcheggi. E manca proprio lo spazio, inutile starcela araccontare. Possiamo certo provare ad inventare silos sotteranei: zoagli ne è proprio un palese esempio, in quanto in mancanza di spazio o scavi sotto, o costruisci sopra, ma più di li non si può andare.
Mancando lo spazio, io trovo ovvio e normale che si debba ogni tot. parcheggi, garantirne uno ai disabili, uno al merci nelle ore lavorative, e uno anche alle donne in stato interessante.
E parlo per esperienza.

Ovvio, ci sono polemiche, pro e contro, per ogni permesso.

Ho portato medicinali per molti mesi, e uno Sprinter passo lungo da sette metri (che trasporta ceste da 30 kg l’una da consegnare a farmacie come quella in via Mazzini) non lo metti proprio ovunque. Il parcheggio merci è una benedizione.

Forse il permesso alle neomamme è un pò troppo esagerato nel tempo. Si potrebbe limitare un pochino..specialmente post parto.Diciamo che al quarto mese di gravidanza, ad aprile, non hai certo le stesse difficoltà dell’ottavo mese ad agosto.
E un bimbo di 8 mesi non è complicato da gestire quanto uno di due… Senza considerare che, confesso, quando portavo a spasso mia figlia durante il primo anno, senza sua mamma magari…ne ho usufruito anche io che non sono evidentemente mamma… mea culpa..

Insomma, per farla breve, se avessimo gli spazi che ha Sestri, io la uso sempre come esempio, proprio per lo sviluppo proporzionatissimo in relazione condomini/parcheggi, probabilmente cinque o sei parcheggi riservati in più non farebbero storcere il naso a nessuno, perchè ce ne sarebbero spesso altri 30 a linee bianche disponibili.

Quando invece a S.Anna, nel nostro “amato” quartiere, rallenti e cominci a cercar parcheggio in quei quattro o cinque posti ove hai qualche briciolo di possibilità in più, cominciano a spuntare, linee gialle, blu, bianche, a pois, posto disabili, zona merci, pulizia strade una via si e l’altra no, lavaggio il primo mercoledì dopo il terzo martedi dell’anno dopo del prossimo decennio che abbia il 29 febbraio…..insomma c’è da diventar pazzi.

Ammetto che se provo a cambiare punto di vista, se proprio ci fosse un posto da dover assegnare a qualcuno, è normale dover stilare una classifica di priorità. In primis sicuramente il disabile, per poi via via passare ad altri generi di esigenze. E in questo magari posso anche capire che al medico del 118 potrebbero assegnare qualche punto in più di altri, ma anche il pasticcere che desidera parcheggiare di notte quando tutti sono a casa con auto parcheggiate, ha certamente più difficoltà di altri…

Con questo desidero davvero addolcire un pò i toni, cari amici del 118, non polemizziamo perchè agevolano voi in quanto 118, ci stufiamo perchè danneggiano gli altri, per l’ennesima volta.

Però allora puntiamo un pò i piedini…caro sindaco, prova a non usare il parcheggio sotto al municipio per un mese, prova a non usare l’autista che ti scarica sotto casa…vai a caccia di parcheggio in centro quando piove a novembre…
E così, per chiudere come ho chiuso nell’altro intervento, mi sbatto io…ti sbatti tu.

Andrea Bonfanti

28 07 2010
Cristiano

Posso aggiungere una piccola considerazione a quanto già espresso e che condivido appieno, il parcheggio riservato è un “benefit” che l’ azienda riserva ai suoi dipendenti non un diritto divino. In alcune aziende è anche indice di carriera (più il tuo posto è vicino all’ ingresso della ditta più sei altro nella gerarchia aziendale). Se l’ ASL4 in quanto azienda ritiene di voler concedere questo benefit ad alcuni dei suoi dipendenti, liberissima di farlo. Compri o affitti un parcheggio e lo destini a chi meglio crede, diventerà una libera scelta degli Amministratori dell’ azienda, ma non pretenda di farlo a discapito dei cittadini già pesantemente vessati sul versante del parcheggio, perchè fino a che questa scelta mi penalizzerà come cittadino potrò esprimere il mio dissenso senza dover ascoltare voci scandalizzate che non riescono ad articolare un motivo valido a sostegno della situiazione. Semplice e lineare.

28 07 2010
elisabetta besnati

Tengo a precisare che: 1- pasticcere, benzinaio, operaio ecc non sono lavori “salva vita” e che, soprattutto in una realtà come quella di un paese “anziano” come la Liguria, necessita di una presenza costante e di cambio turno veloce per non infirmare il servizio. Spesso, soprattutto nel periodo estivo, il personale del 118 arriva parecchio in anticipo per riuscire a trovare parcheggio, cosa che anche per noi volontari è ardua opera,ma senza riuscire a trovarlo ed essendo così costretti a “piazzare” il mezzo male. Propongo che questi parallelismi sciocchi di “utilità” sociale cessino, perchè fomentare così è deleterio ,ddistruttivo e non porta a nulla. Se ci fermiamo a riflettere ognuno di noi è importante perchè facente parte di una catena, ma ci sono coloro che, grazie a Dio, cercano di salvarci TUTTI indistintamente e privarli di 2 parcheggi e aprire simili diatribe è davvero ridicolo. Vi chiedo di rifletterci. Io, il panettiere, l’ idraulico, possiamo aspettare ma un codice rosso o una persona che sta MALE no, proprio no. Impariamo a venirci incontro

29 07 2010
milena

Vorrei riuscire ad esprimere il mio stato d’animo di fronte a questi articoli!!! Amarezza, delusione, stupore, rabbia… boh! Li ho riletti più volte perché per difetto caratteriale cerco sempre di vedere i 2 lati della medaglia e nello stesso tempo cerco di immedesimarmi nella persona scrivente (o parlante) per il semplice fatto che chi scrive (o parla) ha delle emozioni, stati d’animo, congetture, proprie che sta vivendo e che vanno rispettate anche se non per forza condivise. Bene, i 2 lati della medaglia nel primo articolo sono riuscita a trovarli, difficile è stato confrontarmi con lo scrivente, essendo anonimo, e al quale mi rivolgerò, con pieno rispetto, col nome di Boia (non era il boia che nascondeva il volto sotto un cappuccio nero per non farsi riconoscere dal popolo?). Riguardo invece ai commenti susseguiti, ho scovato solo un lato di questa fantomatica medaglia. Peccato!
Io sono una di “quelli del 118”. Nata a Rapallo, vivo in via Arpinati da 16 anni. Sono sicuramente un’infermiera privilegiata: vado a lavorare a piedi quando l’AM è presso la Vostra sede, in motorino quando è in CB, in auto quando vado a Lavagna. Mi sento privilegiata solo per il fatto di avere un lavoro, oltretutto un lavoro che mi gratifica, che mi permette di avere uno stipendio sicuro a fine mese, che mi da soddisfazioni ma anche momenti di sgomento e smarrimento. Non ritengo esistano mestieri nobili e mestieri meno nobili, non mi sento un eroe, tutt’altro. Eroi sono quelli che, al giorno d’oggi, riescono a far sopravvivere la famiglia con uno stipendio precario. Svolgo questa professione dal 1989, dal 2001 sono al 118. Mai ho pensato di essere un eroe, una privilegiata, un’esaltata. Faccio il lavoro per cui ho studiato e continuo a studiare cercando di dare il meglio.
Arrivare ad attaccare il 118, e qui necessita la completezza 118 Tigullio Soccorso (perché Voi attaccate un’istituzione specifica e non il Sistema Sanitario Nazionale), tramite dei pass lo vedo alquanto meschino.
Tu, Boia, hai lanciato un discorso dove mi è parso chiaro l’intento di far presente che l’Amministrazione Comunale rapallese ha rilasciato dei pass non leciti, hai voluto portare a conoscenza dei lettori il problema dei parcheggi (non sai i giri che faccio anch’io per trovare un parcheggio per poter rientrare a casa… e in casa rientro sempre! Pensa, riesco a scamparmi multe e carro attrezzi!), hai dato atto della tua cultura sul codice della strada, hai definito “quelli del 118” dei nobili eroi speculatori. Altri, hanno attaccato solo la mia categoria. Lo definirei un attacco trasversale, addirittura di poca classe, visto che poi cerchi di smorzare i toni dopo aver innescato l’ordigno.
Il rilascio dei pass parking non ritengo sia un “privilegio elargito in virtù di un millantato credito soprattutto quando questo è frutto della speculazione morale con cui si ricamano i risvolti di quello che altro non è che una semplice, ancorchè importantissima, professione”: ma cosa significa? È stata fatta richiesta di 2 pass e sono stati dati.! Illeciti? Scrivete alla Polizia Municipale. Se li toglieranno vi giuriamo che non faremo atti impropri! Attaccare il nostro lavoro, i vostri rapporti personali e/o professionali con medici e infermieri nascondendosi dietro un pass, anzi 2, mi ripeto, mi sembra alquanto ridicolo.
Segnato sul nostro registro di sala (una sorta di quaderno delle consegne), ci sono le volte che i pass non vengono utilizzati. Per curiosità l’ho sfogliato e sono più i turni con scritto “non utilizzati pass” che quelli in cui sono stati utilizzati. Non ci credete, non importa. Vi invito però, d’ora in avanti a usare gli occhi per guardare da chi e quante volte quel parcheggio riservato A.S.L. viene utilizzato dal personale 118 in servizio. Questo, e quello a seguire, per rispondere al consigliere che ha posto degli interrogativi non volendo mai che la non risposta possa essere causa dell’aumento delle sue frustrazioni: se il proprietario del tagliandino arriva e trova il posto occupato, cerca parcheggio altrove in quanto, non essendo un parcheggio regolamentato dal CdS, i vigili non possono fare nulla. Il parcheggio viene utilizzato da chi, medico o infermiere, arriva prima e fin’ora non ci sono stati accoltellamenti o imboscate. Al lavoro i miei colleghi si sono sempre presentati, indipendentemente dal parcheggio perché, seppur a te non sembra e sputi sentenze senza nemmeno conoscere le persone di cui parli (mi sembra che la tua operatività nei servizi sia ferma da un po’ di tempo), sono persone ligie al dovere e al rispetto per i colleghi. Probabilmente via Arpinati non è tra i tuoi transiti preferenziali di conseguenza non potrai sapere che nei mesi in cui l’AM è in piazza Cile il posto è a disposizione di chiunque (come del resto nei restanti mesi), non essendo, come detto prima, un posteggio regolamentato dal CdS. Per lo più, spesso vi è parcheggiato un mezzo di soccorso della PA di cui tu fai parte, non lo sapevi questo? A volte c’è parcheggiata l’auto di un dipendente della PA di cui tu fai sempre parte. Quindi mi chiedo: dove sta il problema? I pass ci sono, il parcheggio anche ma non è regolamentato. Parcheggia, tu che ritieni noi classe privilegiata, tanto privilegiata che a parcheggio occupato ci arrangiamo, come tutti gli onesti cittadini, a cercarne uno libero!!! E poi, il basilico lo sconsiglio. Provate con la valeriana!!! Ma poi usatela!
Altre zone in cui i pass sono utilizzabili sono piazza Cile e la strada parallela allo Stadio Macera-via della Libertà. Qui non vi sono stalli gialli, quindi il parcheggio è libero. Occupiamo 2 posti? Se non li occupiamo lì sicuramente li occuperemmo da qualche altra parte, indi per cui quelli del 118 due parcheggi li occupano comunque. Sempre in quella zona c’è uno stallo giallo riservato all’AVIS: questo come lo vedi???
Della serie “a volte ritornano” faccio presente al figliol prodigo che nessuno di noi ha mai fatto il “furbetto” e se proprio hai voglia di parlare, dopo anni di silenzio, fallo con cognizione di causa.
“Noi volontari potremmo chiedere certi privilegi ma la differenza sta nel fatto che siccome non ci sembrano giusti e siccome noi siamo qui per risolvere i problemi della città e non certo per aumentarli, non abbiamo mai avuto nemmeno l’intenzione di provarci”. Da cittadina rapallese ti ringrazio per questo atto di incondizionato altruismo. Ti meriteresti un busto di marmo!!! Non era certo intenzione del 118 Tigullio creare così tanti problemi alla cittadinanza per 2 pass parking. Probabilmente neppure le istituzioni che lo hanno rilasciato hanno pensato di destare così tanto disagio. Sarebbe buona norma civica farlo presente a chi di dovere e buona norma di convivenza civile non attaccare chi ha cortesemente chiesto in buona fede.
È davvero un’assurdità, attaccare il personale 118 per 2 pass!! Noi salviamo vite (almeno ci proviamo) e tu, forse, anche!! Dico forse, perché ti spacci per volontario ma non so che “grado” di volontariato hai, se sei operativo sul territorio o dietro una scrivania. E ci dedichiamo ai malati indipendentemente dal parcheggio!!! Come del resto fanno i volontari. Tu dici che ci vogliamo tanto tanto bene. Non è così. La tua ironia finale è la prova disarmante di questo attacco trasversale. Per questioni di carattere ci sono persone che vanno d’accordo, persone che si sopportano e persone che non si sopportano. Non ci vedo niente di strano. Le persone che a me non vanno a genio le evito perché la convivenza, si sa, non è facile. E tu Boia, paladino della giustizia, evita l’ipocrisia. E se trovi il coraggio, levati il cappuccio. Forse, sapendo chi sei, potrei anche riuscire a capire il perché di tutto questo.
Voi cercate una semplicissima spiegazione che realisticamente non riuscite a trovare??? Mi deludete: basta rivolgersi all’ufficio preposto.
La spiegazione che invece deduco io è che tu, Boia, non hai nulla a cui pensare se non a innescare ordigni con discussioni asettiche, inutili e senza un fine. Prova a proporre nella tua associazione a chi di competenza di aggiornare i militi costantemente, in modo che non si trovino sugli interventi spaesati e spaventati, a motivare i giovani sul mondo del volontariato, a spronare chi si sta demotivando, a cercare la coesione e non la divisione con il personale di auto medica, a far capire i meccanismi del soccorso. A tenere uniti i volontari. Perché non provi a fare questo dato che i problemi dell’emergenza extraospedaliera vanno ben oltre a 2 pass? Forse perché non ne sei capace!!!
Dopo questo sfogo personale, vorrei entrare nel tecnico: la dislocazione delle automediche in strutture non di proprietà della A.S.L. è stata richiesta, a suo tempo, dai Presidenti delle P.A. rapallesi che insistettero con gli organi competenti per avere l’automedica in “casa” al fine di agevolare Voi autisti volontari e non certo il personale 118 in servizio. Pertanto, siccome i dipendenti A.S.L. all’interno delle strutture ospedaliere, hanno diritto al parcheggio, come previsto all’ospedale di Lavagna, come è nel vecchio ospedale di Rapallo e come sarà nella nuova struttura di San Pietro di Novella, dove a fine anno ci trasferiremo togliendo ogni disturbo, in sostituzione a questi sono stati richiesti 2 parcheggi per il personale dell’automedica in servizio di istituto, che fino a prova contraria è parte integrante dell’equipe di soccorso. Tra l’altro, se vogliamo essere precisi, in via Arpinati ne è stato assegnato uno solo per 2 persone.
Questa spiegazione non Vi soddisferà e potrà innescare altre polemiche ma visto che nei commenti parlate di “realtà”, questa è una realtà oggettiva e non soggettiva.
Se diamo così fastidio ci dispiace, non siamo Vostri ospiti per scelta personale, tutt’altro.
Non disperate, manca poco al nostro trasferimento e questo parcheggio libero farà sicuramente la differenza e voi potrete riposare sonni tranquilli gustandovi la Vostra valeriana coltivata nello stallo giallo. Dal canto nostro, saremo altrettanto lieti di togliere il disturbo, ma sempre in attesa di un altro Boia o sempre lo stesso che ci vorrà dedicare la sua e la Vostra attenzione.
Direi che un Arrivederci è d’obbligo.
Permettetemi di aggiungere che a malincuore anni fa ho abbandonato il volontariato presso questa associazione, ho pensato più volte di tornare sulle mie decisioni ma poi ci sono episodi, questo uno dei tanti, che mi fanno tornare alla realtà (soggettiva) tramite la quale mi rendo conto che non sono proprio all’altezza di questo ambiente. Per rispetto dei Volontari, Voi che avete scritto e commentato su questo argomento, non definitevi tali. I Volontari sono persone che operano in silenzio….

30 07 2010
Cristiano

Non sei certo la persona più titolata per per dire chi si deve definire Volontario, quindi, indipendentemente dalle considerazioni sull’ argomento ti prego di tenere per te certe considerazioni. Se poi vuoi discutere sulla questione specifica sarò lieto di farlo visto che nella tua foga di scrivere mi sembra tu abbia perso di vista il ragionamento originario.

30 07 2010
milena

Sono un utente (nonchè socia) e come tale ho libertà di pensiero e di parola. Quello che ho scritto nell’ultima parte del mio articolo è una considerazione personale data dalla mia esperienza e dalla conoscenza dell’ambiente. Non ho certo la presunzione di pensare che quello che scrivo debba essere condiviso da tutti. Io non sono più volontaria (a malincuore) ma lo sono stata. Le mie considerazioni valgono quanto le tue e se devi pregare qualcuno, fallo nalla sede idonea. Non ho scritto con foga, ho ponderato bene ogni frase e non mi pare proprio di essere uscita dall’argomento. Se non sai leggere o non vuoi o puoi capire non è un problema mio. Aspettavo un tuo attacco e quelli che verranno. Non mi cogli impreparata. Se non sai cosa rispondere, ricorda che esiste anche il silenzio. Però questo probabilmente è prerogativa delle persone umili e intelligenti. Umiltà e intelligenza?? non ne conosci il significato? Strano!!! Qui se c’è qualcuno che ha perso di vista l’argomento originario, bè quel qualcuno non sono io. Al prossimo attacco!!

30 07 2010
Cristiano

Ti copio/incollo quello che hai scritto “Per rispetto dei Volontari, Voi che avete scritto e commentato su questo argomento, non definitevi tali” (sic!) se permetti non sei certo te a giudicare chi e come si deve definire visto che, e qui mi ripeto, non ne hai titolo.

30 07 2010
milena

Confermo. i Volontari con la V maiuscola sono persone che prestano la propria opera in modo disinteressato, umilmente, con passione e sacrificio, cercano la coesione e non la divisione, sono disponibili, operano in silenzio. Tu sarai sicuramente un volontario e la tua opera sarà sicuramente importante. Il mio non era un giudizio, ma una considerazione personale. E dimmi, tu che titolo hai? Ma poi, scusa, perchè continui ad attaccarti a questo argomento? ti attacchi a 8 righe contro le 155 che trattano l’argomento primario. Non sai che dire?? Penso alle persone che leggeranno questo scambio di idee e alle panciate di ridere che si faranno (confesso che fa sorridere anche me, spero sorrida anche tu) perchè più che una discussione costruttiva sembra una sit com da “casa Vianello”. Sono in attesa di una risposta (non la tua) per poter terminare questa avventura in un mondo troppo reale per le sue assurdità. Quando ti riesce, fermati un attimo e rilassati. Ira, rancore, accidia minano fegato e cervello. Sei ancora troppo giovane per diventare epatopatico o cerebropatico. E prova anche tu a guardare le diverse facce della medaglia. mettersi in dscussione è indice di maturità e intelligenza.

30 07 2010
Cristiano

Ti ho scritto relativamente alle 8 righe perchè quelle righe toccavano anche me, nelle altre 155 esprimevi una tua opinione come è giusto che sia, diversa dalla mia ma completamente legittima che è lo spirito di questo spazio di discussione. Le considerazioni gratuite sugli altri invece mi danno un po fastidio e per questo le contesto. Quello che ho da dire sull’ argomento lo puoi leggere nei miei post precedenti, a cui però vedo non che non hai dato riscontro.

30 07 2010
milena

Eccome se ho letto i tuoi post, altrimenti non sarei qui a colloquiare con te. E tu hai letto bene le 155 righe? perchè è proprio a te, sotto il nome di consigliere,che provo a rispondere alle domande che in un tuo post hai scritto. Mi farebbe piacere sapere se sono stata esaustiva. Anche tu non scherzi con le considerazioni gratuite (“casta” di privilegiati che cerca di avere una facilitazione rispetto ai cittadini normali). Perchè tanto astio?? non ti sembrava più semplice scrivere al Comune?

30 07 2010
Andrea Bonfanti

Ehm..che dire, ho impiegato un pò di tempo a rispondere perchè ho letto più volte il primo messaggio di Milena.
Mi sento di condividere alcune parti, mentre altre vorrei approfondirle nuovamente, magari in altre occasioni, perchè forse trattano molto argomenti un pò distaccati dalla questione parcheggio.

Anche perchè ho come l’impressione che, ripeto, non avendo alcuna attività su facebook, io sia all’oscuro di ben più gravi discussioni, forse rancori più latenti e che, sempre forse…con il parcheggio non hanno nulla a che vedere.

Ho provato comunque a rileggere anche i miei interventi, e torno a ribadire che,per come la penso io, e spero sia emerso chiaramente, non è il 118 a far esplodere questa discussione in quanto 118, ma cercavo di calcare il problema parcheggio in generale.

Penso però sia davvero il caso di chiudere qui questo argomento, che tiene campo più di cose a parer mio più importanti.

L’ultima cosa, a spero che venga letta nel migliore dei modi.
Non voglio essere accusato di manie di protagonismo, ma è ovvio che con la citazione del “figliol prodigo” io mi senta chiamato in causa. Mi piacerebbe, se avrete modo di darmene la possibilità, di scrivere davvero due righe per spiegare il mio comportamento. Ho fatto un errore, ho fatto una scelta sbagliata. Non lo nego e mai lo negherò. Non voglio nemmeno usare la frase “capita a tutti”, perchè non parlo di tutti…parlo di me.
Mentre con altre persone, vorrei sia l’occasione per riallacciare dei rapporti che davvero, dopo molti anni, mi sembra brutto tenere in questa situazione ancora per molto.
Sono cambiate alcune cose, possono cambiare anche le persone. Spero mi sia data la possibilità di parlarne, magari facendo io stesso il primo passo. E mi dispiacerebbe sentirmi respinto nuovamente perchè non sono sulla stessa opinione, o perchè mi è capitato di sbagliare.
Spero di sistemare presto.

Andrea.

30 07 2010
milena

nessuna mania di protagonismo, sei proprio tu il figliol prodigo. Ti è mai capitato di leggere questa parabola? è molto bella. questa mia definizione non voleva affatto essere denigratoria, semplicemente non volevo scrivere dei nomi nel mio articolo e così ho usato allusioni chiare a chiunque. il tuo intervento non mi ha toccota particolarmente, nel senso che non ho recepito dell’astio in quello che hai scritto (a parte quel piccolo chiarimento che ho apportato nel mio post e che ti cita). l’emergenza extraospedaliera è sicuramente arricchita dal tuo rientro, in quanto sei sempre stato, a mio modesto avviso, uno dei tanti militi in gamba che questa associazione ha. . non credo che tu debba spiegazioni a nessuno!! e ammiro molto il fatto che tu ti sia messo in discussione. ti auguro buona fortuna

30 07 2010
giovanni queirolo

Buon giorno a tutti……, è qualche giorno che sono venuto a conoscenza di questo “bell’articoletto” scritto e NON FIRMATO!
E vorrei dire che lo trovo assolutamente 1) ridicolo 2) fazioso 3) inutile 4) offensivo

Per chi non mi conoscesse sono un medico del 118 Tigullio Soccorso, insomma…. uno dei “privilegiati di casta” come scrive il bell’ANONIMO!
Volevo scrivere tante cose, ma alla fine direi che SOTTOSCRIVO al 100% ciò che ha già scritto Milena, riga per riga!!!!
Aggiungo solo un paio di cosette:
a) chi scrive è bene che si firmi se vuole essere preso sul serio….se no, per quanto mi riguarda, è solo un….. come definirlo…….., un senza-midollo che vuole attaccar briga;
b) volete sti pass per voi? bene! ma perchè la querelle (sai cosa vuol dire , ….bell’anonimo???) non la fate nei confronti magari di altre isitiuzioni (già perchè il 118 è un’istituzione e non un ENTE) ??? che so, per esempio i posteggi occupati davanti alle caserme delle forze dell’ordine… ???
Paura di ritorsioni?
No? e perchè allora il PERSONAGGIO in questione attacca trasversalmente ….

c) per completezza: vorrei poter mostrare a questo personaggio quanto vaneggia! Vorrei mostrargli il registro di Tango 2, … dove su PRATICAMENTE OGNI giorno vi è segnato 3 volte, una per turno , PASS NON UTILIZZATI.
Io vengo da Chiavari e, sapendo la situazione parcheggi (costantemente occupati da mezzi non meglio identificati e non certo dai miei colleghi del turno precedente!!!!) me ne vengo sempre in moto, con qualsiasi tempo e, guarda a caso do sempre il cambio mezz’ora prima del turno.
d) sempre come dice Milena, non preoccupatevi perchè presto toglieremo il disturbo….. Ma ho la immodesta presunzione che qualcuno non salterà di gioia per questo….
Detto questo, la cosa che mette tristezza è, non tanto la sparata di uno, sempre il “Bell’anonimo”, quanto i vai valvassini e valvassori che gli vanno dietro plaudendo una cosi bella caduta di stile!

30 07 2010
volontarirapallo

Ma, scusate, perché si continua a battere tanto sulla questione dell’anonimo? A parte il fatto che sarei veramente un ingenuo se pensassi di restare anonimo qui (non “bell’anonimo”, per piacere: non sono affatto bello e ci tengo), visto che gestisco questo blog dalla sua nascita e i volontari sanno benissimo chi sono, vorrei comunque far notare che questo spazio non è il mio personale e, pertanto, ciò che vi si legge rappresenta un’opinione collegiale (opinione, non giudizio) manifestata da diverse persone. La mia funzione è quella di recepire i commenti, i malumori, i “mugugni” che mi giungono da più parti e di riassumerli in un articolo che ne amplifichi un po’ la voce. Tutto lì. E’ per questo che non firmo i pezzi, perché, in fondo, non manifestano un mio esclusivo punto di vista ma, più opportunamente, rispecchiano l’umore di coloro che, consciamente o meno, me li suggeriscono. Poi se per dare valore ad un testo diventa così indispensabile conoscerne l’autore, ok, eccolo qui: mi chiamo Luca Fantini, sono nato a Santa Margherita Ligure il 06 Agosto 1968 e abito a Rapallo. Ecco, ora non so cosa possa cambiare nel contenuto delle parole che avete letto, ma se ciò vi rende più tranquilli non posso che esserne felice. Tuttavia, se permettete, vi consiglio di concentrarvi più sul testo che sul suo autore. Sono le fonti anonime che spesso rivelano le notizie più eclatanti.

Comunque sia, tornando a noi, ripeto che nessuno ce l’ha con il 118, o con i suoi esponenti. Già dal titolo si poteva capire che l’interlocutore di riferimento non eravate voi. “Figli e figliastri” è un caustico modo di dire con cui si tenta di far notare una (presunta) ingiustizia. Ma a chi si rivolge solitamente? Non certo al (presunto) figlio. Lo si rivolge al genitore. E lo si fa portando ad esempio i (presunti) privilegi che esso concede ad un fratello trascurando quell’altro. Quindi tutte le vostre irritate reazioni sono state, a mio avviso, un tantino sovradimensionate in quanto noi, noi figliastri, vi portavamo solo a mo’ di esempio per dimostrare che un genitore (Caro Comune di Rapallo…) ci stava un po’ trascurando.

Faccio un secondo esempio. Abbiamo in cantiere un articolo che riguarda le patenti di servizio (o il certificato di qualificazione del conducente, detto CQC) riservate a coloro che, per mestiere, conducono veicoli. Ebbene, per tali figure professionali la legge prevede già da tempo una patente di servizio che, in pratica, viaggia parallela alla patente personale e che vale solo durante il servizio. Cioè, se si commette un’infrazione durante l’orario di lavoro, eventuali punti vengono decurtati dalla patente di servizio e non da quella personale. Ora, tale privilegio (se mi consentite il termine) è previsto per tutta una serie di lavoratori (conducenti di veicoli) ma, guarda un po’, per gli autisti delle ambulanze no. Quindi i nostri autisti mettono in gioco la loro patente personale anche quando lavorano (se dipendenti della P.A.) o fanno volontariato. Ecco un’altra ingiustizia. Anche qui potremmo titolare “Figli e figliastri”, non pensate? Però adesso, visto ciò che è successo, non vorrei che una volta pubblicato l’articolo sulle patenti si levassero indignati gli autisti di autobus e ci dicessero peste e corna pensando che ce l’abbiamo con loro. Sarebbe una reazione un po’ esasperata, no?

Se poi, nei modi e nelle parole scelte per raccontare una nostra opinione, qualcuno ha ravvisato degli eccessi linguistici sono assolutamente disposto a chiedere scusa e, nel caso, anche a rivedere certi periodi ma, nel complesso, la mia posizione e quella dei miei vassalli (senza feudo) rimane inalterata. Almeno fino ad ora nessuno è riuscito a farci cambiare idea e, ostinatamente, continuiamo a ritenere che, in via generale, fare due pesi e due misure sia, quella sì, la vera causa dei malumori e delle divisioni che superficialmente ci attribuite. Quando si sta zitti forse non si demolisce niente, è vero, ma si perde anche l’occasione di costruire qualcosa che prima non c’era.

Ringrazio Milena per il suo colorito intervento, dal quale non riesco però a capire se mi ha riconosciuto oppure no (si contraddice in un paio di punti). Tuttavia è sempre piacevole leggere un pezzo ben scritto e privo di tornanti retorici. E’ vero, la mia attività di volontariato “operativo” è ormai limitata a qualche guardia medica all’anno e anche quella d’ufficio è andata calando negli ultimi tempi. Purtroppo ho una serie di questioni personali cui badare che, per adesso, non consentono la presenza che la mia carica richiederebbe. Ho già chiesto la possibilità di essere sostituito e, comunque vada, penso che presto farete a meno di me. Tuttavia, Milena, non denigrare il volontariato non operativo perché non solo è propedeutico a quello su strada ma ti assicuro che, se effettuato nel rispetto degli impegni assunti, è altrettanto estenuante.

Concludo con la proposta di sostituire la tua valeriana con la cannabis e vedere che succede. Chissà che funzioni…

Cordialmente, tuo Boia.

4 08 2010
milena

…Ciao Luca… Anche a me era venuta in mente la cannabis, ma sarebbe stato un modo per procurarmi del lavoro, così ho optato per una pianta con meno o nulli effetti collaterali. Poteva venire interpretato come un conflitto di interesse!!!
Ho letto il tuo articolo perché mi è stato segnalato, per abitudine non leggo blog e non sono iscritta a fb. Ho chiesto ad alcuni dipendenti e a qualche consigliere chi ne era l’autore e nessuno degli interpellati ha saputo darmi risposta! Che strano, vero? (…gestisco questo blog dalla nascita e i volontari sanno benissimo chi sono…). A quanto pare non mi sono rivolta alle persone giuste!
Nel mio intervento ho scritto che forse, sapendo chi sei, potrei capire il perché di tutto questo. Bene, ora che so chi sei, il perché non lo capisco!
La tua funzione è quella di recepire i commenti, i malumori, i mugugni che ti giungono da più parti e riassumerli in un articolo che ne amplifichi un po’ la voce? Questi malumori necessitavano di una risposta professionale data da un operatore del settore il quale, concorde o meno col suo datore di lavoro, avrebbe dovuto dare delle risposte precise in merito. Voglio pensare che chi si è rivolto a te l’ha fatto non perché sei segretario della PA e un gestore del blog, ma come Polizia Municipale.
A mio avviso, qui non c’era da esprimere un proprio punto di vista, c’era semplicemente da seguire il CdS e far presente a chi di competenza che questi pass non sono regolari e pretendere una spiegazione.
Le tue intenzioni saranno anche state nobili, ma il proseguo della discussione era chiaramente mirata ad attaccare. Frasi come: “quelli del 118; missione eroica da agevolare ad ogni costo; questi permessi qualcuno te li ha chiesti (e chissà con quale insistenza); casta di privilegiati che cerca di avere una facilitazione rispetto ai cittadini normali; tanto nessuno ve li tocca i permessini, parcheggiate tranquilli”, per no parlare di quello scritto nel P.S., non li riesco ad interpretare come complimenti!
Non è mia intenzione fare cambiare idea a te e ai tuoi vassalli, tanto è chiaro che nessuno ammetterebbe l’eccesso in quanto indice di debolezza e perdita di credibilità. E poi, permettimelo, non c’è limite all’ignoranza di certe persone.
Il servizio di emergenza extraospedaliera è sicuramente una costola delle associazioni di volontariato extraospedaliero in tutte le sue forme. Quello che si sa oggi è frutto dell’esperienza del passato con gli studi del presente, quindi è grazie alle esperienze dei volontari che operavano senza direttive e con fantasia se oggi si può migliorare il soccorso e la qualità di vita di chi viene soccorso e, perché no, anche di chi soccorre. La Sanità in questo ha fatto un passo avanti ma non tutti riescono a stare dietro a questo passo! Noi non siamo maestri. Non siamo nati imparati. Abbiamo imparato dai volontari, guardando il passato. Ma non si può rimanere legati al passato, bisogna progredire, anche nell’emergenza. Chi continua a dire che se l’è sempre cavata anche senza il 118 è da ammirare, ma ora ce la caviamo lavorando insieme.
“Quando si sta zitti forse non si demolisce niente, ma si perde l’occasione di costruire qualcosa che prima non c’era”. Però costruiamo con criterio; costruire con materiali scadenti può essere pericoloso!
Se questi pass creano così tanto malumore, renditi messaggero di questo e fai in modo che vengano tolti. E finiamola qui. Da parte mia è sicuramente conclusa.
Vorrei chiarire un ultimo punto: non ho mai denigrato il volontariato non operativo! Ho fatto un distinzione tra Volontari e volontari per le motivazioni già elencate.
Ho molta stima di te, direttamente proporzionale alla disistima che ho per molti altri.
Avrei due argomenti da suggerirti per i prossimi blog, se non trovi nessuna argomentazione, sarò lieta di proporteli. Nel frattempo ti auguro un buon lavoro e un augurio per le tue questioni personali. Egoisticamente spero che tu non venga sostituito nel ruolo che ricopri, sicuramente sei utile e non indispensabile, ma sei una persona con la quale è possibile confrontarsi.
Un abbraccio.
Milena

6 08 2010
volontarirapallo

Leggo con piacere la tua risposta, Milena, e soprattutto mi fanno piacere le osservazioni che essa contiene poiché recano l’occasione di rivelare alcuni degli ambiti motivazionali che mi hanno indotto ad usare parole forse non troppo diplomatiche, lo ammetto e me ne scuso (ma guarda che già nel mio precedente commento avevo preso in considerazione l’ipotesi di fornire delle scuse), ma comunque – a mio avviso – parole sempre contenute entro i limiti di una democratica e dissenziente libertà d’espressione. L’educazione e il rispetto non sono mai mancati.

Dunque. In merito all’argomento sono stato interpellato nella mia duplice veste, sia professionale che volontaria, affinché le due figure da me incarnate potessero fornire all’unisono una risposta esauriente a quella che veniva interpretata come una palese discriminazione. E cioè questa: quando un autista di automedica si becca una multa, come (giustamente) è successo, per aver lasciato l’auto in zona disco oltre il tempo consentito, e il personale sanitario della medesima automedica, che ha parcheggiato l’auto nello stesso spazio e per lo stesso tempo, non si becca niente (come, giustamente, è successo), se questo avviene, forse c’è qualcosa che non va da qualche parte, non pensi? I permessi rilasciati esclusivamente solo a due dei tre occupanti l’automedica non giustificano, anche secondo te, il modo di dire con cui ho intitolato l’articolo? Io non credo d’aver abusato d’alcuna licenza linguistica quando mi sono lasciato un po’ andare di “passione”, trattando un argomento che ci tocca così da vicino, soprattutto a me che, come ti dicevo, ho un piede di qua e uno di là. Comunque, la risposta all’unisono che era stata richiesta alle mie due personalità non sono riuscito a trovarla. Una parte di me avrebbe dovuto sostenere la liceità di questi permessi, forse adattando un po’ l’articolo 7 del CdS al caso in esame, rimarcando il karma che il volontario, proprio perché volontario, ha da soffrì per vocazione; ma l’altra parte di me avrebbe dovuto, invece, sostenere le rimostranze del multato non tanto per l’illegittimità della contravvenzione (quella era perfetta), quanto per l’esistenza di una discriminazione ideologica che definisce “infrazione” il suo comportamento e “non infrazione” quello, assolutamente identico, dei suoi compagni di vettura.
Andar nelle sedi opportune non avrebbe risolto nulla giacché in quei luoghi, lo so bene, si condisce tutto con grandi giri di parole e ben pochi significati. Esci da lì che sei convinto di tutto e del contrario di tutto. Certo, forse con l’ostinazione dei vinti si poteva andare fino in fondo e vedere chi ha ragione ma… a che pro? E poi, onestamente, non avevamo nessuna intenzione di eliminare i permessi del 118. Ormai li avete e va bene così. Volevamo solo far sentire la nostra voce fuori dal coro, una voce fievole ma consapevole. Volevamo far capire che il nostro ruolo è da sempre considerato sussidiario, secondario, vicario. Volevamo, ancora una volta, sottolineare la scarsa attenzione con cui la stragrande maggioranza della società civile (istituzioni comprese) si prende cura del volontariato. Era un’amara presa di coscienza di noi stessi, rivolta a noi stessi. Niente di più.

Ad onor del vero però, hai ragione, devo prendere atto che le frasi che tu riporti virgolettate, soprattutto se estrapolate dal loro contesto, possono essere recepite come provocatorie. Tuttavia, se mi dai il tempo, vorrei tentare di spiegarti la loro genesi, una per una. In “Quelli del 118” non ci trovo nulla di offensivo. Non so. Forse che il pronome “quelli” possa conferire una certa volgarità a quanto gli segue? “Quelli” si usa quando si racconta di qualcuno lontano da chi parla, quindi un po’ ci sta, no? Potrebbe essere interpretato male ma, francamente, se noi fossimo indicati come “quelli dei Volontari” personalmente non ci troverei nulla da obiettare; La “missione eroica da agevolare ad ogni costo…” è un’iperbole al servizio di un’ipotesi: cioè, una voluta esagerazione tendente a spiegare “per assurdo” l’esistenza dei permessi. Una figura retorica, non è la realtà, ok? Anzi, diciamo proprio che, per definizione, una figura retorica non è la realtà; “Questi permessi qualcuno te li ha chiesti e chissà con quale insistenza…”: anche qui, dove sta l’offesa? Conosciamo l’inerzia delle istituzioni e sappiamo bene quali sono i metodi per ottenere da loro quanto gli chiediamo. L’ostinazione è uno di quelli e ,al di là di ogni regola, conta più la firma sotto una richiesta che il suo contenuto. Abbiamo semplicemente ipotizzato uno dei modi con cui tali permessi possono essere stati richiesti. Anche qui si tratta di ipotesi ma, in ogni caso, anche se ci avessimo azzeccato, non vedo chi è perché si dovrebbe offendere; “Casta di privilegiati ecc…”: questa non la completo neanche perché, se leggi bene, io non l’ho mai detta. E’ comparsa, sì, ma non è stata scritta da me; E infine: “Tanto nessuno ve li tocca i permessini, parcheggiate tranquilli”: hai ragione tu. Qui devo chiedere scusa a chi di voi legge solo il blog. In realtà è successo che, benché io non abbia un account su facebook perché non mi interessa proprio, è successo che dopo la pubblicazione del post (che va in automatico anche su facebook) mi è stato comunicato che il dibattito si svolgeva di là. Allora, mio malgrado, sono dovuto andare a dare un’occhiata e lì ho proseguito parte della discussione (mi sono anche palesato con nome e cognome). E’ in quel frangente che ho avuto modo di prendere atto dell’eccessiva animosità con cui si stava conducendo quello che non era più un dialogo ma, più verosimilmente, un infervorato stillicidio di invettive verso le parole del sottoscritto. Forse contagiato dalla foga e, superficialmente, convinto che chi mi leggeva su facebook mi avrebbe letto anche sul blog, mi sono lasciato trasportare in quella chiosa finale nel commento da te citato “Tanto nessuno ve li tocca…” come se fosse un naturale proseguo della conversazione che stava avvenendo su facebook (che peraltro non seguo più). Non avevo pensato a chi, come te, seguiva solo il blog, ed ora, alla luce di quanto è successo, posso comprendere come la mia rispostina stizzita possa apparire una reazione a qualcosa che qui non c’era. Hai ragione e me ne scuso; Nel PS, infine, ammetto di aver usato a mo’ di condimento un velo di ironia ma, se lo vuoi leggere sotto un’altra chiave, sono convinto anche d’aver dichiarato che nessuno ce l’ha con voi, che avete semplicemente perseguito un vostro obiettivo e che siete stati accontentati. E che la nostra era solo di una questione di principio fine a sé stessa. Basta.

Devo anche confessarti – ma qui leggilo solo tu se no sono rovinato – devo confessarti che quando mi è stato chiesto di riprendere la conduzione del blog (mi ero concesso una pausa semestrale), tra le “regole d’ingaggio” vi era quella di cercare di aumentare le visite, sia al blog che al nostro sito ad esso collegato. Lo scopo per cui lo faccio, in fin dei conti, è proprio quello. Al di là della valenza che possiamo conferire agli argomenti trattati, a volte anche seri, lo scopo del gioco è quello d far sì che più persone possibili entrino a contatto con la nostra realtà tramite il web, al fine di conoscerci, d sapere chi siamo, cosa facciamo e, perché no, magari un giorno venirci a trovare e darci una mano. Lo vera missione, in fondo, è tutta lì. Or bene, mirando a quest’obiettivo (nobile, no?) e trattando l’argomento permessi d sosta ho pensato che, solleticando un pochino l’orgoglio di quelli del 118 (scusami se li definisco così ma a me piace), la risposta di massa sarebbe stata assicurata. Ed infatti, subito dopo la pubblicazione del post, siamo passati da una decina di accessi quotidiani al sito agli attuali cento, con punte, nei giorni roventi, di quasi duecento. Missione compiuta.

Per il resto ti ringrazio degli auguri e della la stima, più che ricambiata. Circa i tuoi suggerimenti ti comunico che non solo sarebbero graditissimi ma, anzi, potresti collaborare attivamente al loro sviluppo e alla loro pubblicazione su queste pagine. Ne hai indubbiamente tutte le capacità. Comunque ne possiamo parlare.
Ti saluto cordialmente.

Ma scusa, e se la cannabis la usassimo a scopo terapeutico sotto stretto “controllo medico”? Non ci sarebbe più conflitto d’interessi, no? Anzi…

20 07 2012
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30 07 2013
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