Ricordi da Pinzolo 2011

25 01 2011

Ho provato a pensare di catapultarmi immediatamente al pc, aprire word, tentando “a caldo” di buttare giù quello che riesco a descrivere di questi giorni a Pinzolo.

La prima cosa? Quando arriva la 15° edizione? Un anno? Noooo dai… rifacciamolo il prossimo week end!

Per il sottoscritto era la prima volta, ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere. L’organizzazione, ottima.
Per il numero di partecipanti, straordinario. Per come hanno accolto tutti noi, per come hanno preparato e continuato a gestire ogni singolo aspetto.
Come posso portarvi là, se non eravate con noi? Posso descrivervi i momenti o le sensazioni, posso ridere raccontandovi qualche episodio, farvi vedere qualche fotografia.

Provo a chiudere gli occhi, ci vuole un attimo, partono tutti i flashback dei momenti più belli. Iniziamo dal tempo, ultra clemente. Il comprensorio della Val Rendena, le piste di Pinzolo e di Campiglio hanno offerto ai nostri occhi panorami meravigliosi. Non si capiva se era più maestoso e straordinariamente bello il cielo limpido e azzurro sopra di noi, o la meravigliosa neve che scorreva sotto i nostri sci.

Quando hai quello spettacolo intorno, sali verso l’inizio delle piste,senti solo il vento, il rumore della tua seggiovia che passa sopra o  sotto le ruote dei tralicci,alzi gli occhi. In un momento ti guardi intorno. Puoi vedere fino a non so neppure quanti chilometri. Tutto sembra lì, a un passo da te, percorri l’intero versante di una montagna che da sotto sembra immensa, in una pista. L’uomo è intervenuto, ovvio, con la modernità degli impianti, con qualche spianata tra i boschi, ma le impronte sulla neve di chissà quali creature, e i boschi intorno sembrano aver accettato il nostro disturbo. Non ci sono parole. 

Poi torni con gli altri, ridi e scherzi, cominci a sciare. Unico problema? Prendere una pista piuttosto che un’altra. Non c’è altro. A nessuno interessa come scii, a nessuno interessa il colore della tua tuta, la marca del tuo scarpone. Qui è solo divertimento.

Qualcuno cade, nulla di che, sorriso sulla faccia, neve tra i capelli. Risata generale.

Poi hai la pettorina. Per un momento ti senti un atleta. Cominci, come sempre a commentare la pista come fossi il telecronista di Rai Sport alla Coppa del Mondo. Un po’ come al giro d’Italia, pochissimi vanno in bicicletta per cinquanta settimane, ma poi in quei giorni siamo tutti “gente d’ammiraglia”. Cominciamo a commentare le curve e le porte, le pendenze dei muri, la scorrevolezza dei tratti.

La gara poi ha un aspetto tutto suo. Ognuno dei partecipanti ci tiene, chi per fare bene, chi per godersi un emozione nuova, chi per lo sfottò tra amici, chi solo per divertirsi, tutti per partecipare divertendosi. Le nostre attività sono anche questo. Ogni tanto scendiamo dalle ambulanze, usciamo dagli ospedali, dalle centrali operative e ci godiamo un mondo diverso: mettiamo gli sci, in questo caso. Ma alla base, le ossa di quello che facciamo, il senso che ha alla base, non cambia. Basta guardare per un attimo il Palazzetto dello Sport sabato sera o domenica, per rendersi conto che, per quanto le giacche fossero di colori e simboli diversi, coloro che le vestono hanno lo stesso entusiasmo e la stessa idea che ci accumuna.

Che cielo limpido. Giornate straordinarie. Forse sì, tu, freddo che ci hai tenuto una compagnia quasi morbosa, meritandoti i grazie dalle nostre dita delle mani, dei piedi, delle orecchie e dei nasi che hanno assunto colori che non ti dico! …sì, vabbè… forse il colore dei nasi era anche per le grappe che danno quella marcia in più! Sulle piste si beve con responsabilità! Non è assunzione di alcool, ma semplicemente “tutela della temperatura interna dell’organismo e della lucidità mentale, con conseguenza piena attività del consumatore.”

Il rifugio ha un atmosfera tutta sua. Il rumore degli scarponi mossi goffamente sul legno. I panini, i piatti caldi, che hai quella fame che mangeresti anche l’addetto agli impianti di risalita.
Perché la fame che ti prende quando scii… ha un chè, tanto poi si fa la dieta. Mi han detto…

Anche i risultati finali, le classifiche ci hanno gratificato alla fine. Siamo arrivati tra i primi venti. Non è per niente male.

 

E se l’anno prossimo fossimo più partecipanti? Cosa ne dite?

Prenotiamo?

Che altro potervi dire.. essere Volontari del Soccorso è anche questo.

Andrea B

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2 responses

26 01 2011
sara p

….beh…. a me personalmente non piace sciare… ma…. da come sei riuscito a descrivere quest’esperienza…. il grappino… le risate… la pace nella testa…. ci verrei di corsa!!!

5 03 2011
Elisabetta

Esperienza davvero indimenticabile…compagnia unica…tante risate e tante grappeeeeeeee!!!!!!!!grazie veramente di cuore a tutti quanti!!!
Partiamo di nuovo il più presto possibile!!!!

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