Ospedale: dove eravamo rimasti?

7 07 2011

Dove eravamo rimasti?

Questa era la frase con cui un famoso presentatore riprendeva il suo ciclo di trasmissioni televisive.

Noi invece vediamo dove eravamo rimasti con l’ Ospedale di Rapallo anche alla luce dei recenti eventi (leggi qui su Il Secolo XIX).

La chiusura della centrale 118 di Lavagna era nell’ aria da tempo e adesso si è concretizzata, al di là delle proteste di facciata dobbiamo riconoscere che l’anomalia era la centrale fuori dalla normativa nazionale che prevede la dislocazione su base provinciale.

Ovvio che la stretta dei finanziamenti sia stata la molla che ha spinto l’ Assessore a compiere un passo che sicuramente gli garantirà un sacco di nemici, ma che non poteva essere rimandata se si vuol cercare di far quadrare bilanci sempre più asfittici.

La questione bilanci influisce anche sull’ Ospedale di Rapallo, il recente riparto dei finanziamenti regionali tra le varie ASL ha ulteriormente tagliato la quota di finanziamenti, siamo così sicuri di poter riempire questa struttura gigantesca e nuova.

Noi su queste pagine avevamo sollevato questo dubbio, forse avevamo visto meglio di altri ?

Un’altra questione che riprendiamo dai mesi scorsi, i rendez-vous. Continuano ad essere fatti sulla strada in mezzo ai materiali edili, ma è proprio così scomodo questo Primo Intervento?

Non possiamo far entrare le ambulanze per far visitare i pazienti in modo decoroso?

Non vogliamo che le ambulanze arrivino a Rapallo per evitare di dover far prendere in carico i pazienti ai sanitari della struttura?

Vuol forse dire che nell’ utilità di questo primo intervento non credono nemmeno i sanitari che dovrebbero farlo funzionare?

Chissà se il trasferimento a Genova porterà qualche novità.

CP

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One response

8 07 2011
Marino

La decisione dell’Assessore Montaldo è ineccepibile, nulla cambierà per gli utenti, l’importante è che vengano salvaguardati i posti di lavoro.
L’ospedale di Rapallo, per farlo realmente vivere e funzionare, dovrebbe ospitare privati quali, ad esempio, il gruppo Villa Maria, che sono i proprietari di Villa Azzurra, o gruppi similari. Una cardiochirurgia o una neurochirurgia con reparto di rianimazione, così avremmo l’eccellenza che oggi manca ed è prevista dalle leggi nazionali e regionali (e dal buonsenso), un connubio pubblico-privato già collaudato in altre regioni e primo in Liguria, la possibilità di un Pronto Soccorso.

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