Ospedale: dove eravamo rimasti?

7 07 2011

Dove eravamo rimasti?

Questa era la frase con cui un famoso presentatore riprendeva il suo ciclo di trasmissioni televisive.

Noi invece vediamo dove eravamo rimasti con l’ Ospedale di Rapallo anche alla luce dei recenti eventi (leggi qui su Il Secolo XIX).

La chiusura della centrale 118 di Lavagna era nell’ aria da tempo e adesso si è concretizzata, al di là delle proteste di facciata dobbiamo riconoscere che l’anomalia era la centrale fuori dalla normativa nazionale che prevede la dislocazione su base provinciale.

Ovvio che la stretta dei finanziamenti sia stata la molla che ha spinto l’ Assessore a compiere un passo che sicuramente gli garantirà un sacco di nemici, ma che non poteva essere rimandata se si vuol cercare di far quadrare bilanci sempre più asfittici.

La questione bilanci influisce anche sull’ Ospedale di Rapallo, il recente riparto dei finanziamenti regionali tra le varie ASL ha ulteriormente tagliato la quota di finanziamenti, siamo così sicuri di poter riempire questa struttura gigantesca e nuova.

Noi su queste pagine avevamo sollevato questo dubbio, forse avevamo visto meglio di altri ?

Un’altra questione che riprendiamo dai mesi scorsi, i rendez-vous. Continuano ad essere fatti sulla strada in mezzo ai materiali edili, ma è proprio così scomodo questo Primo Intervento?

Non possiamo far entrare le ambulanze per far visitare i pazienti in modo decoroso?

Non vogliamo che le ambulanze arrivino a Rapallo per evitare di dover far prendere in carico i pazienti ai sanitari della struttura?

Vuol forse dire che nell’ utilità di questo primo intervento non credono nemmeno i sanitari che dovrebbero farlo funzionare?

Chissà se il trasferimento a Genova porterà qualche novità.

CP

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Ospedale di Rapallo: domande e dubbi…

23 03 2011

Alle fine di gennaio, a pochi giorni dall’ apertura dell’ Ospedale di Rapallo o meglio dell’ Ospedale Nostra Signora di Montallegro, ci si interrogava sulla questione dei rendez-vous tra ambulanza e automedica presso la rivendita dei materiali edili a lato della nuova rotonda. Si ipotizzavano problemi legati alla messa a regime del nuovo polo ospedaliero o a problemi di competenze tra medici. (clicca qui per leggere il post)

A distanza di due mesi non è cambiato nulla.

I rendez – vous continuano ad essere eseguiti in mezzo ai mattoni e al cemento, il Primo Intervento continua a non ricevere le ambulanze perché la C.O. non le invia e continua ad esserci il personale dell’ Automedica, che nelle intenzioni dei dirigenti dell’ ASL doveva “supportare il personale del primo intervento”,  sottoutilizzato o meglio utilizzato come prima (ma allora non poteva rimanere dov’era?).

Ora, a distanza di qualche tempo qualche domanda sorge spontanea.

Al di fuori delle dichiarazioni di facciata, l’ ASL crede nell’Ospedale di Rapallo o forse sposa la linea dell’ Assessore Regionale Montaldo che ha dichiarato che l’Ospedale “non serve e che se fosse per lui non lo avrebbe fatto ma avrebbe ampliato Lavagna” ? (vedi ritaglio allegato)

O magari non ci sono le risorse per poter fare funzionare al meglio un ospedale dimensionato quando c’erano altre risorse e aspettative?

Il consigliere Bagnasco, che quando era Sindaco di Rapallo è stato il promotore della costruzione, ricorda che l’ Ospedale è stato progettato secondo uno studio dell’ Università Bocconi di Milano.

Però questo era quasi dieci anni fa!

Dovremo forse ripensare qualcosa o ormai è tardi?    

CP





Rendez-vous: perchè non all’Ospedale?

31 01 2011

Inzio questo post con due premesse. Prima: non voglio cercare polemiche facili ma solo cercare di capire. Seconda premessa: questo potrebbe essere un argomento “tecnico” ma penso che interessi anche molti dei cittadini che usufruisono dei servizi sanitari e che risiedono nel Tigullio. Ma veniamo al sodo.

 

In questi giorni il nuovo Ospedale di Rapallo sta andando a regime con l’ apertura dei vari reparti e con l’ apertura del Primo Intervento. Secondo le disposizioni dell’ ASL4/Regione il primo intervento è deputato a trattare i codici verdi e bianchi, ovvero i pazienti non in pericolo di vita con patologie lievi. All’ interno della struttura è posizionata l’ automedica Tango 2 con competenze territoriali che vanno, in linea teorica, da Portofino a Zoagli. E questa è la situazione che tutti conosciamo e che nessuno contesta. Tralasciamo anche le varie polemiche sulla presunta carenza di personale e soffermiamoci sull’ operatività dell’ automedica. Secondo la politica della Centrale 118 di Lavagna l’automedica interviene sulle patologie più gravi o reputate tali dal personale medico presente in centrale. In alcuni casi però, valutando le comunicazioni che giungono dal personale dell’ ambulanza, la centrale dispone di eseguire un rendez-vous tra l’ambulanza e l’automedica per permettere al personale medico di valutare le condizioni del paziente prima di far proseguire l’ambulanza verso l’ ospedale. Quando l’ automedica stazionava presso le sedi delle Pubbliche Assistenze la cosa era abbastanza logica, in quanto a Rapallo vi è un’unica strada che porta al casello e l’ambulanza doveva per forza passare davanti ad una delle due Pubbliche Assistenze. Ora l’automedica è dentro l’Ospedale, questione assolutamente logica peraltro, ma perché occorre continuare ad eseguire rendez-vous sulla strada e precisamente a lato della rotonda davanti al casello? Non è più semplice e logico far andare l’ ambulanza sino all’Ospedale e far valutare il paziente lì? Dal punto dove si eseguono i rendez-vous all’ Ospedale ci sono 450 mt (fonte google-maps) e quindi non è questione di tempi di percorrenza. Non penso che ci voglia uno specialista per capire che eventuali manovre terapeutiche possano essere svolte meglio all’ interno del Primo Intervento che dentro il vano di un’ambulanza, con maggiore comodità sia per l’equipe medica che per il paziente. Tra l’ altro, la sosta in mezzo alla strada è certamente più rischiosa a livello di sicurezza che quella dentro la camera calda. Ci sono forse delle problematiche a livello burocratico che impediscono di far operare il personale dell’automedica all’interno della struttura ospedaliera? Perché, se questo fosse il problema, vorrebbe dire che la salute del paziente non è proprio al primo posto delle priorità del servizio. Oppure ci sono altre ragioni che non mi vengono in mente?

CP





Ricordi da Pinzolo 2011

25 01 2011

Ho provato a pensare di catapultarmi immediatamente al pc, aprire word, tentando “a caldo” di buttare giù quello che riesco a descrivere di questi giorni a Pinzolo.

La prima cosa? Quando arriva la 15° edizione? Un anno? Noooo dai… rifacciamolo il prossimo week end!

Per il sottoscritto era la prima volta, ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere. L’organizzazione, ottima.
Per il numero di partecipanti, straordinario. Per come hanno accolto tutti noi, per come hanno preparato e continuato a gestire ogni singolo aspetto.
Come posso portarvi là, se non eravate con noi? Posso descrivervi i momenti o le sensazioni, posso ridere raccontandovi qualche episodio, farvi vedere qualche fotografia.

Provo a chiudere gli occhi, ci vuole un attimo, partono tutti i flashback dei momenti più belli. Iniziamo dal tempo, ultra clemente. Il comprensorio della Val Rendena, le piste di Pinzolo e di Campiglio hanno offerto ai nostri occhi panorami meravigliosi. Non si capiva se era più maestoso e straordinariamente bello il cielo limpido e azzurro sopra di noi, o la meravigliosa neve che scorreva sotto i nostri sci.

Quando hai quello spettacolo intorno, sali verso l’inizio delle piste,senti solo il vento, il rumore della tua seggiovia che passa sopra o  sotto le ruote dei tralicci,alzi gli occhi. In un momento ti guardi intorno. Puoi vedere fino a non so neppure quanti chilometri. Tutto sembra lì, a un passo da te, percorri l’intero versante di una montagna che da sotto sembra immensa, in una pista. L’uomo è intervenuto, ovvio, con la modernità degli impianti, con qualche spianata tra i boschi, ma le impronte sulla neve di chissà quali creature, e i boschi intorno sembrano aver accettato il nostro disturbo. Non ci sono parole. 

Poi torni con gli altri, ridi e scherzi, cominci a sciare. Unico problema? Prendere una pista piuttosto che un’altra. Non c’è altro. A nessuno interessa come scii, a nessuno interessa il colore della tua tuta, la marca del tuo scarpone. Qui è solo divertimento.

Qualcuno cade, nulla di che, sorriso sulla faccia, neve tra i capelli. Risata generale.

Poi hai la pettorina. Per un momento ti senti un atleta. Cominci, come sempre a commentare la pista come fossi il telecronista di Rai Sport alla Coppa del Mondo. Un po’ come al giro d’Italia, pochissimi vanno in bicicletta per cinquanta settimane, ma poi in quei giorni siamo tutti “gente d’ammiraglia”. Cominciamo a commentare le curve e le porte, le pendenze dei muri, la scorrevolezza dei tratti.

La gara poi ha un aspetto tutto suo. Ognuno dei partecipanti ci tiene, chi per fare bene, chi per godersi un emozione nuova, chi per lo sfottò tra amici, chi solo per divertirsi, tutti per partecipare divertendosi. Le nostre attività sono anche questo. Ogni tanto scendiamo dalle ambulanze, usciamo dagli ospedali, dalle centrali operative e ci godiamo un mondo diverso: mettiamo gli sci, in questo caso. Ma alla base, le ossa di quello che facciamo, il senso che ha alla base, non cambia. Basta guardare per un attimo il Palazzetto dello Sport sabato sera o domenica, per rendersi conto che, per quanto le giacche fossero di colori e simboli diversi, coloro che le vestono hanno lo stesso entusiasmo e la stessa idea che ci accumuna.

Che cielo limpido. Giornate straordinarie. Forse sì, tu, freddo che ci hai tenuto una compagnia quasi morbosa, meritandoti i grazie dalle nostre dita delle mani, dei piedi, delle orecchie e dei nasi che hanno assunto colori che non ti dico! …sì, vabbè… forse il colore dei nasi era anche per le grappe che danno quella marcia in più! Sulle piste si beve con responsabilità! Non è assunzione di alcool, ma semplicemente “tutela della temperatura interna dell’organismo e della lucidità mentale, con conseguenza piena attività del consumatore.”

Il rifugio ha un atmosfera tutta sua. Il rumore degli scarponi mossi goffamente sul legno. I panini, i piatti caldi, che hai quella fame che mangeresti anche l’addetto agli impianti di risalita.
Perché la fame che ti prende quando scii… ha un chè, tanto poi si fa la dieta. Mi han detto…

Anche i risultati finali, le classifiche ci hanno gratificato alla fine. Siamo arrivati tra i primi venti. Non è per niente male.

 

E se l’anno prossimo fossimo più partecipanti? Cosa ne dite?

Prenotiamo?

Che altro potervi dire.. essere Volontari del Soccorso è anche questo.

Andrea B





Inaugurato il nuovo Ospedale: e adesso?

19 12 2010

Salve, una premessa prima di iniziare. Se notate qualche differenza nello stile del post non preoccupatevi, non è iniziato uno sdoppiamento di personalità ma il blogger ufficiale si è preso le meritate ferie.

Chiuso il preambolo passiamo al sodo.

Ieri (18/12/2010) è stata una giornata speciale per il Comune di Rapallo: dopo circa cinque anni di lavori si è inaugurato l’ Ospedale. Certo i reparti verranno trasferiti dal 2011 e la piena operatività si avrà tra circa sei mesi ma il taglio del nastro c’è stato. 

E adesso?

Cosa cambia con la presenza dell’ Ospedale di Nostra Signora di Montallegro (perché è questa la denominazione ufficiale) nel panorama del Tigullio Occidentale? E quali saranno le ripercussioni sull’ operatività delle Pubbliche Assistenze? Considerazioni da addetti ai lavori, ma sicuramente con ricadute sulla cittadinanza.

Iniziamo con la posizione.

Non discutiamo sulla scelta ma riflettiamo su come gli utenti dovranno accedere, sicuramente avranno bisogno di un mezzo di trasporto e questo aumenterà il traffico sia pubblico che privato. Quanto aumenterà il carico di lavoro delle Pubbliche Assistenze?

Parliamo adesso di uno degli aspetti più controversi, quello delle emergenze.

Sia in città, che sulle piazze telematiche, la scelta operata dall’ ASL di aprire un punto di primo intervento (solo per codici bianchi e verdi) ha da tempo scatenato discussioni feroci. Ad essere precisi, presso la struttura stazionerà anche l’ equipaggio dell’ automedica 118 che adesso gravita a turno nelle sedi delle Pubbliche Assistenze, con il compito di “collaborare con il personale del primo intervento”.  Frase oscura e burocratica che non vuole dire nulla sino a che non ci saranno le direttive operative da parte dei primari e del direttore sanitario. E questo cosa comporta per i cittadini? Come cambierà il trasporto dei malati, quanti saranno coloro che dovranno essere trasferiti successivamente alla prima valutazione compiuta nel Primo Intervento? E se un cittadino si presenta direttamente ed è valutato come codice giallo o rosso? 

Ritengo che questi siano fattori fondamentali soprattutto per l’ organizzazione del servizio della Società e che produrranno delle trasformazioni delle abitudini dei cittadini per i prossimi anni.

Spero di avere proposto sufficienti argomenti di discussione per i lettori di questo spazio.

CP





Mettiamo il caso che l’automedica…

18 08 2010

Mettiamo il caso che l’automedica, mentre corre su un codice rosso, venga coinvolta in un sinistro stradale; ma non un sinistro grave, per carità (qui tocchiamoci tutti), un piccolo incidentino, di quelli con lievi danni e senza importanti conseguenze sul funzionamento del veicolo: diciamo una strisciata alla portiera o un fanalino rotto, una cosa così. Mettiamo il caso che anche l’altro veicolo non riporti, almeno apparentemente, danni più gravi: un paraurti staccato o un faro in frantumi, niente di più. Adesso mettiamo che l’autista dell’automedica, dopo lo schianto, nonostante si trovi in codice rosso, intenda fermarsi sul luogo dell’incidente, almeno un attimo, per verificare l’entità dei danni sia ai veicoli e sia, soprattutto, ai loro occupanti (anche quelli della seconda auto di cui non sa nulla), oltre che fornire i dati necessari all’identificazione dei coinvolti e quant’altro. Mettiamo però che il medico dell’automedica sostenga la priorità della missione in svolgimento il cui codice di gravità non ammette ritardi e, proclamandosi responsabile dell’automedica, imponga all’autista di proseguire la marcia, considerato che l’auto funziona ancora. Mettiamo che l’autista ci pensi su un attimo, non del tutto convinto: mettiamo che l’autista creda di essere lui, in base al Codice della Strada, il vero responsabile dell’automedica, ovviamente quando questa è intesa come autoveicolo in circolazione (i responsabili di un veicolo in circolazione sono due: il conducente e, in solido, il proprietario); mettiamo che l’autista si ricordi che, sempre il Codice della Strada (art. 189), impone a tutti i conducenti dei veicoli coinvolti in un sinistro stradale di fermarsi e, se non altro, fornire i dati necessari alla propria identificazione; mettiamo pure che, nonostante tutto, l’autista sia ben conscio che, nella fattispecie in esame, ricorrono cause di forza maggiore le quali, in un certo qual modo (non ultimo quello “morale”), lo autorizzerebbero a derogare da alcuni obblighi burocratici in virtù di evidenti priorità, come quella di effettuare un soccorso urgente; mettiamo però che l’autista rivolga un pensierino anche alla sua patente e alle sanzioni previste per lei dal Codice della Strada nel caso infrangesse una norma come quella dell’art. 189; mettiamo infine che il povero autista, diviso tra un amletico dilemma “fermarsi o non fermarsi” e sottostando alle sempre più veementi richieste del medico decida, stremato, di dargli ascolto e prosegua la marcia senza fermarsi. Mettiamo tutto ciò. 

Ecco, secondo voi, se questo accadesse, qualcuno sbaglierebbe qualcosa?    

(Nessuno la prenda male, per favore: questa è solo una semplice domanda le cui risposte potrebbero aiutarci a capire cosa fare in certi frangenti, nella prospettiva di lavorare meglio, tutti. Grazie.)





Tutti al mare

30 07 2010

Mancano meno di due giorni allo svolgimento del 7 Palio remiero delle forze di emergenza in campo (6 femminile), Memorial Andrea Verterano. L’appuntamento di quest’anno, come già preannunciato, avrà come sfondo l’incantevole specchio acqueo di Sestri Levante, uno dei più belli della nostra riviera, Domenica 01 Agosto 2010. Alle 14.00 si inizierà con l’accreditamento degli equipaggi e la riunione del Consiglio di regata. A seguire il programma sarà più o meno il seguente:

15:30 Palio Femminile – batterie

15:50 Palio Femminile – batterie

16:10 Palio – batterie

16:30 Palio – batterie

16:50 Palio – batterie

17:20 Abbinamento finalisti con estrazione biglietti lotteria

17:40 Finale Palio Femminile

18:10 Finale Palio

18:30 Premiazione

Oltre il trofeo vero e proprio riservato ai vincitori della regata, ci saranno le coppe per i primi tre classificati e quelle per la divisa più originale.

Lo spettacolo è assicurato e per farvi un’idea di che razza di manifestazione sarà potete benissimo consultare le fotografie delle passate edizioni.

Ci sono tanti motivi per trascorrere una giornata così, insieme a noi. Farne un elenco sarebbe troppo lungo e sempre riduttivo, ma ognuno di noi può trovare quello più adatto a sé. Dall’agonismo al divertimento, dal passatempo all’impegno sociale, dal ricordo del nostro amico Andrea alla celebrazione del 25 anno di fondazione dei Volontari del Soccorso di Sestri Levante. Insomma, ognuno trovi quello che più s’intona alla sua indole e venga a trovarci. Siamo sicuri che ne varrà la pena.

A domenica. A Sestri Levante.