La Pop tesserArt 2012

12 10 2011

Se è vero com’è vero che la pop art nasce dall’incontro tra arte e mass media, e che si basa su rappresentazioni superficiali di cose o persone assurti a miti per essere consumati come merendine, con la ripetitività quasi ossessiva di forme prive di contenuto, di svuotamento interiore in virtù dell’idolatria di un’estetica alla mercé del popolo, quale soggetto, sia essa cosa o persona, se è vero tutto questo, allora è altrettanto vero che la nostra mascotte, negli anni 60, non era ancora nata.

Perché possiamo trovare un milione di accidenti di parole per spiegare la pop art ma, Andy Warhol, che era Andy Warhol, non l’ha mica scelta per caso Marilyn Monroe quale soggetto della sua opera. Sarà anche stata un icona del consumismo (una gran icona, se mi passate l’accrescitivo) però, insomma, la sua orca figura la faceva eccome.

Quindi, tutto ciò premesso, cosa ci impedisce di pensare che se il buon Andy avesse conosciuto Volontà Rino, con tutto il suo popò di significato recondito, non lo avrebbe assunto quale modello di una sua pop opera? Purtroppo per lui il tempo è scaduto. Ma non per noi.

Grazie Andy. Sì, la prossima tessera sarà una vera e propria opera di pop art. Forse più pop che art, però… vuoi mettere che soddisfazione averla in tasca?

E poi, se qualcuno volesse appenderla al muro, possiamo farne anche una versione poster…

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Ospedale: dove eravamo rimasti?

7 07 2011

Dove eravamo rimasti?

Questa era la frase con cui un famoso presentatore riprendeva il suo ciclo di trasmissioni televisive.

Noi invece vediamo dove eravamo rimasti con l’ Ospedale di Rapallo anche alla luce dei recenti eventi (leggi qui su Il Secolo XIX).

La chiusura della centrale 118 di Lavagna era nell’ aria da tempo e adesso si è concretizzata, al di là delle proteste di facciata dobbiamo riconoscere che l’anomalia era la centrale fuori dalla normativa nazionale che prevede la dislocazione su base provinciale.

Ovvio che la stretta dei finanziamenti sia stata la molla che ha spinto l’ Assessore a compiere un passo che sicuramente gli garantirà un sacco di nemici, ma che non poteva essere rimandata se si vuol cercare di far quadrare bilanci sempre più asfittici.

La questione bilanci influisce anche sull’ Ospedale di Rapallo, il recente riparto dei finanziamenti regionali tra le varie ASL ha ulteriormente tagliato la quota di finanziamenti, siamo così sicuri di poter riempire questa struttura gigantesca e nuova.

Noi su queste pagine avevamo sollevato questo dubbio, forse avevamo visto meglio di altri ?

Un’altra questione che riprendiamo dai mesi scorsi, i rendez-vous. Continuano ad essere fatti sulla strada in mezzo ai materiali edili, ma è proprio così scomodo questo Primo Intervento?

Non possiamo far entrare le ambulanze per far visitare i pazienti in modo decoroso?

Non vogliamo che le ambulanze arrivino a Rapallo per evitare di dover far prendere in carico i pazienti ai sanitari della struttura?

Vuol forse dire che nell’ utilità di questo primo intervento non credono nemmeno i sanitari che dovrebbero farlo funzionare?

Chissà se il trasferimento a Genova porterà qualche novità.

CP





Ospedale di Rapallo: domande e dubbi…

23 03 2011

Alle fine di gennaio, a pochi giorni dall’ apertura dell’ Ospedale di Rapallo o meglio dell’ Ospedale Nostra Signora di Montallegro, ci si interrogava sulla questione dei rendez-vous tra ambulanza e automedica presso la rivendita dei materiali edili a lato della nuova rotonda. Si ipotizzavano problemi legati alla messa a regime del nuovo polo ospedaliero o a problemi di competenze tra medici. (clicca qui per leggere il post)

A distanza di due mesi non è cambiato nulla.

I rendez – vous continuano ad essere eseguiti in mezzo ai mattoni e al cemento, il Primo Intervento continua a non ricevere le ambulanze perché la C.O. non le invia e continua ad esserci il personale dell’ Automedica, che nelle intenzioni dei dirigenti dell’ ASL doveva “supportare il personale del primo intervento”,  sottoutilizzato o meglio utilizzato come prima (ma allora non poteva rimanere dov’era?).

Ora, a distanza di qualche tempo qualche domanda sorge spontanea.

Al di fuori delle dichiarazioni di facciata, l’ ASL crede nell’Ospedale di Rapallo o forse sposa la linea dell’ Assessore Regionale Montaldo che ha dichiarato che l’Ospedale “non serve e che se fosse per lui non lo avrebbe fatto ma avrebbe ampliato Lavagna” ? (vedi ritaglio allegato)

O magari non ci sono le risorse per poter fare funzionare al meglio un ospedale dimensionato quando c’erano altre risorse e aspettative?

Il consigliere Bagnasco, che quando era Sindaco di Rapallo è stato il promotore della costruzione, ricorda che l’ Ospedale è stato progettato secondo uno studio dell’ Università Bocconi di Milano.

Però questo era quasi dieci anni fa!

Dovremo forse ripensare qualcosa o ormai è tardi?    

CP





Rendez-vous: perchè non all’Ospedale?

31 01 2011

Inzio questo post con due premesse. Prima: non voglio cercare polemiche facili ma solo cercare di capire. Seconda premessa: questo potrebbe essere un argomento “tecnico” ma penso che interessi anche molti dei cittadini che usufruisono dei servizi sanitari e che risiedono nel Tigullio. Ma veniamo al sodo.

 

In questi giorni il nuovo Ospedale di Rapallo sta andando a regime con l’ apertura dei vari reparti e con l’ apertura del Primo Intervento. Secondo le disposizioni dell’ ASL4/Regione il primo intervento è deputato a trattare i codici verdi e bianchi, ovvero i pazienti non in pericolo di vita con patologie lievi. All’ interno della struttura è posizionata l’ automedica Tango 2 con competenze territoriali che vanno, in linea teorica, da Portofino a Zoagli. E questa è la situazione che tutti conosciamo e che nessuno contesta. Tralasciamo anche le varie polemiche sulla presunta carenza di personale e soffermiamoci sull’ operatività dell’ automedica. Secondo la politica della Centrale 118 di Lavagna l’automedica interviene sulle patologie più gravi o reputate tali dal personale medico presente in centrale. In alcuni casi però, valutando le comunicazioni che giungono dal personale dell’ ambulanza, la centrale dispone di eseguire un rendez-vous tra l’ambulanza e l’automedica per permettere al personale medico di valutare le condizioni del paziente prima di far proseguire l’ambulanza verso l’ ospedale. Quando l’ automedica stazionava presso le sedi delle Pubbliche Assistenze la cosa era abbastanza logica, in quanto a Rapallo vi è un’unica strada che porta al casello e l’ambulanza doveva per forza passare davanti ad una delle due Pubbliche Assistenze. Ora l’automedica è dentro l’Ospedale, questione assolutamente logica peraltro, ma perché occorre continuare ad eseguire rendez-vous sulla strada e precisamente a lato della rotonda davanti al casello? Non è più semplice e logico far andare l’ ambulanza sino all’Ospedale e far valutare il paziente lì? Dal punto dove si eseguono i rendez-vous all’ Ospedale ci sono 450 mt (fonte google-maps) e quindi non è questione di tempi di percorrenza. Non penso che ci voglia uno specialista per capire che eventuali manovre terapeutiche possano essere svolte meglio all’ interno del Primo Intervento che dentro il vano di un’ambulanza, con maggiore comodità sia per l’equipe medica che per il paziente. Tra l’ altro, la sosta in mezzo alla strada è certamente più rischiosa a livello di sicurezza che quella dentro la camera calda. Ci sono forse delle problematiche a livello burocratico che impediscono di far operare il personale dell’automedica all’interno della struttura ospedaliera? Perché, se questo fosse il problema, vorrebbe dire che la salute del paziente non è proprio al primo posto delle priorità del servizio. Oppure ci sono altre ragioni che non mi vengono in mente?

CP





Ricordi da Pinzolo 2011

25 01 2011

Ho provato a pensare di catapultarmi immediatamente al pc, aprire word, tentando “a caldo” di buttare giù quello che riesco a descrivere di questi giorni a Pinzolo.

La prima cosa? Quando arriva la 15° edizione? Un anno? Noooo dai… rifacciamolo il prossimo week end!

Per il sottoscritto era la prima volta, ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere. L’organizzazione, ottima.
Per il numero di partecipanti, straordinario. Per come hanno accolto tutti noi, per come hanno preparato e continuato a gestire ogni singolo aspetto.
Come posso portarvi là, se non eravate con noi? Posso descrivervi i momenti o le sensazioni, posso ridere raccontandovi qualche episodio, farvi vedere qualche fotografia.

Provo a chiudere gli occhi, ci vuole un attimo, partono tutti i flashback dei momenti più belli. Iniziamo dal tempo, ultra clemente. Il comprensorio della Val Rendena, le piste di Pinzolo e di Campiglio hanno offerto ai nostri occhi panorami meravigliosi. Non si capiva se era più maestoso e straordinariamente bello il cielo limpido e azzurro sopra di noi, o la meravigliosa neve che scorreva sotto i nostri sci.

Quando hai quello spettacolo intorno, sali verso l’inizio delle piste,senti solo il vento, il rumore della tua seggiovia che passa sopra o  sotto le ruote dei tralicci,alzi gli occhi. In un momento ti guardi intorno. Puoi vedere fino a non so neppure quanti chilometri. Tutto sembra lì, a un passo da te, percorri l’intero versante di una montagna che da sotto sembra immensa, in una pista. L’uomo è intervenuto, ovvio, con la modernità degli impianti, con qualche spianata tra i boschi, ma le impronte sulla neve di chissà quali creature, e i boschi intorno sembrano aver accettato il nostro disturbo. Non ci sono parole. 

Poi torni con gli altri, ridi e scherzi, cominci a sciare. Unico problema? Prendere una pista piuttosto che un’altra. Non c’è altro. A nessuno interessa come scii, a nessuno interessa il colore della tua tuta, la marca del tuo scarpone. Qui è solo divertimento.

Qualcuno cade, nulla di che, sorriso sulla faccia, neve tra i capelli. Risata generale.

Poi hai la pettorina. Per un momento ti senti un atleta. Cominci, come sempre a commentare la pista come fossi il telecronista di Rai Sport alla Coppa del Mondo. Un po’ come al giro d’Italia, pochissimi vanno in bicicletta per cinquanta settimane, ma poi in quei giorni siamo tutti “gente d’ammiraglia”. Cominciamo a commentare le curve e le porte, le pendenze dei muri, la scorrevolezza dei tratti.

La gara poi ha un aspetto tutto suo. Ognuno dei partecipanti ci tiene, chi per fare bene, chi per godersi un emozione nuova, chi per lo sfottò tra amici, chi solo per divertirsi, tutti per partecipare divertendosi. Le nostre attività sono anche questo. Ogni tanto scendiamo dalle ambulanze, usciamo dagli ospedali, dalle centrali operative e ci godiamo un mondo diverso: mettiamo gli sci, in questo caso. Ma alla base, le ossa di quello che facciamo, il senso che ha alla base, non cambia. Basta guardare per un attimo il Palazzetto dello Sport sabato sera o domenica, per rendersi conto che, per quanto le giacche fossero di colori e simboli diversi, coloro che le vestono hanno lo stesso entusiasmo e la stessa idea che ci accumuna.

Che cielo limpido. Giornate straordinarie. Forse sì, tu, freddo che ci hai tenuto una compagnia quasi morbosa, meritandoti i grazie dalle nostre dita delle mani, dei piedi, delle orecchie e dei nasi che hanno assunto colori che non ti dico! …sì, vabbè… forse il colore dei nasi era anche per le grappe che danno quella marcia in più! Sulle piste si beve con responsabilità! Non è assunzione di alcool, ma semplicemente “tutela della temperatura interna dell’organismo e della lucidità mentale, con conseguenza piena attività del consumatore.”

Il rifugio ha un atmosfera tutta sua. Il rumore degli scarponi mossi goffamente sul legno. I panini, i piatti caldi, che hai quella fame che mangeresti anche l’addetto agli impianti di risalita.
Perché la fame che ti prende quando scii… ha un chè, tanto poi si fa la dieta. Mi han detto…

Anche i risultati finali, le classifiche ci hanno gratificato alla fine. Siamo arrivati tra i primi venti. Non è per niente male.

 

E se l’anno prossimo fossimo più partecipanti? Cosa ne dite?

Prenotiamo?

Che altro potervi dire.. essere Volontari del Soccorso è anche questo.

Andrea B





Inaugurato il nuovo Ospedale: e adesso?

19 12 2010

Salve, una premessa prima di iniziare. Se notate qualche differenza nello stile del post non preoccupatevi, non è iniziato uno sdoppiamento di personalità ma il blogger ufficiale si è preso le meritate ferie.

Chiuso il preambolo passiamo al sodo.

Ieri (18/12/2010) è stata una giornata speciale per il Comune di Rapallo: dopo circa cinque anni di lavori si è inaugurato l’ Ospedale. Certo i reparti verranno trasferiti dal 2011 e la piena operatività si avrà tra circa sei mesi ma il taglio del nastro c’è stato. 

E adesso?

Cosa cambia con la presenza dell’ Ospedale di Nostra Signora di Montallegro (perché è questa la denominazione ufficiale) nel panorama del Tigullio Occidentale? E quali saranno le ripercussioni sull’ operatività delle Pubbliche Assistenze? Considerazioni da addetti ai lavori, ma sicuramente con ricadute sulla cittadinanza.

Iniziamo con la posizione.

Non discutiamo sulla scelta ma riflettiamo su come gli utenti dovranno accedere, sicuramente avranno bisogno di un mezzo di trasporto e questo aumenterà il traffico sia pubblico che privato. Quanto aumenterà il carico di lavoro delle Pubbliche Assistenze?

Parliamo adesso di uno degli aspetti più controversi, quello delle emergenze.

Sia in città, che sulle piazze telematiche, la scelta operata dall’ ASL di aprire un punto di primo intervento (solo per codici bianchi e verdi) ha da tempo scatenato discussioni feroci. Ad essere precisi, presso la struttura stazionerà anche l’ equipaggio dell’ automedica 118 che adesso gravita a turno nelle sedi delle Pubbliche Assistenze, con il compito di “collaborare con il personale del primo intervento”.  Frase oscura e burocratica che non vuole dire nulla sino a che non ci saranno le direttive operative da parte dei primari e del direttore sanitario. E questo cosa comporta per i cittadini? Come cambierà il trasporto dei malati, quanti saranno coloro che dovranno essere trasferiti successivamente alla prima valutazione compiuta nel Primo Intervento? E se un cittadino si presenta direttamente ed è valutato come codice giallo o rosso? 

Ritengo che questi siano fattori fondamentali soprattutto per l’ organizzazione del servizio della Società e che produrranno delle trasformazioni delle abitudini dei cittadini per i prossimi anni.

Spero di avere proposto sufficienti argomenti di discussione per i lettori di questo spazio.

CP





A Christmas Carol

6 12 2010

Martedì 14 Dicembre 2010 sarà il nostro anticipo di Natale. Anzi, forse sarà il nostro Natale vero e proprio. Lo spirito del Natale si sta allontando dalla rigidità di una ricorrenza religiosa sempre più dimenticata e confusa, intercalata com’è in un contesto variegato all’interno del quale ciò che ieri sembrava assoluto oggi assume una valenza a dir poco relativa (se ancora ce l’ha una valenza). No, lo spirito del Natale, quello di Dickens, è qualcosa che sopravvive all’evoluzione della società moderna e a tutte le sue nuove declinazioni della natività. Esso incarna un sentimento particolare. Una sorta di ossimoro emozionale, tipico dei bambini, che potremmo definire come l’attesa di essere sorpresi. Qualcosa dentro di noi sa benissimo che, quel giorno e a quell’ora, un evento ci meraviglierà. Ma che sorpresa è – viene da chiedersi – se ce l’aspettiamo? E’ vero, però è così. E questa dolce imminenza di un imprevisto (previsto) è, forse, l’interpretazione psicologica più genuina dello spirito natalizio occidentale e benestante. Una festa che trasforma il mese di Dicembre in una specie di lungo sabato del villaggio, una gioiosa attesa non di 24 ore ma di ben 24 giorni. Cosa non ci inventiamo per sopravvivere…

Comunque, tornando a noi, il giorno in cui il bimbo “Volontari del Soccorso” vivrà il vero spirito del Natale sarà un semplice ed anonimo Martedì 14 Dicembre 2010.

In quella data, infatti, verremo sorpresi da tre regali meravigliosi che ci siamo fatti: un’ambulanza (Renault Master 2.500 TD), un’automedica (Fiat Punto 1.200) e un veicolo per trasporto disabili (Fiat Doblò 1.600) nuovi di zecca. Ma che bello! Non ce l’aspettavamo proprio. E’ un regalo bellissimo, grazie!

Non c’è niente da ridere. Questo è lo spirito del Natale che abbracceremo quella sera e che, come ogni Natale che si rispetti, vale solo se è condiviso il più possibile con gli altri, cioè con voi. Ovviamente siete tutti invitati al Circolo Golf Tennis Rapallo, altrimenti come faremmo a condividerlo?

Il programma è il seguente (avete mai visto un programma tanto semplice?):

Martedì 14 Dicembre 2010 –  presso Circolo Golf Tennis Rapallo

Ore 19.30        ricevimento e saluto  ai Militi e alle Autorità
Ore 19.45        Benedizione automezzi da parte di Don Aurelio Arzeno
Ore 20.30        Cena Militi presso il Circolo Golf di Rapallo

Tutto qui. Vi aspettiamo numerosi perché, come sapete, lo spirito del Natale “deve” essere condiviso con le persone a cui si vuole bene. Ebenezer Scrooge lo capì solo dopo una notte da incubo. Voi?

Buona notte e… buon Natale.

Se vi piacciono le formalità qui c’è l’invito ufficiale.